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Marialetizia ed il bellimbusto - cap1 di 2
Data: 08/02/2020, Categorie: Etero Autore: Zindo
“Ora vado, devo andare, lo sai” -un bacio sulla guancia una manata sul sedere e poi “ Tu pensa a quello che ti ho detto. Non stavo scherzando”. Queste le ultime parole dette da Augusto prima di varcare la soglia, con un sorriso ampio stampato sulla solita faccia da indisponente canaglia, mentre lanciava la giacca su una spalla, tenendola per il bavero. Marialetizia non riuscì a dire neanche un “ciao” o un'ancora più breve “va”, era rimasta attonita alle parole dette da Augusto prima di quelle con le quali si era congedato. La donna, tutta nuda sotto la leggera vestaglia da poco indossata, aveva forti timori di non essere effettivamente sveglia, ma sospettava di stare sognando: tutto quello che era successo nelle ultime dodici ore era incredibile. Strinse il risvolto della vestaglia più vicino al collo, tirando su le spalle, come se sentisse freddo ma l'ambiente era ad una temperatura ottimale anche per quel suo vestire leggero, i suoi brividi non erano dovuti alla temperatura. Versò il caffè rimasto nella moka dentro la tazzina dalla quale aveva bevuto Augusto e lo mandò giù in un solo sorso, sena zuccherarlo. Cercò le sigarette, ne accese una e sedette, a gambe divaricate, ai bordi del tavolo. Una delle sue gambe, ripiegata, era sotto il tavolo, l'altra era distesa, verso l'esterno. Aveva un braccio appoggiato sul tavolo, con la mano che faceva girare oziosamente il portacenere; l'altro quasi sempre poggiato pigramente sulla gamba distesa, la sollevava di ...
... tanto in tanto, solo per portare alla bocca la sigaretta che aveva tra le dita ed aspirarla distrattamente. Lo sguardo perso nel vuoto, a rivedere molte scene vissute da poco, nelle ultime ore, come se fossero proiettate nel nulla che lei osservava. Erano le sette di sera del giorno prima quando uscendo da una delle sale nella palestra del Fitness club, dopo aver praticato un'ora di aerobica, si era trovata innanzi al più odioso dei suoi colleghi di lavoro, Augusto. Lui usciva dalla palestra attrezzata, aitante e sudaticcio, con un asciugamano di spugna messa a mo' di sciarpa sul collo e tenendo le estremità di queste con le mani. Indossava una maglietta nera aderentissima come i pantaloni da fitness corti fino al ginocchio e scarpe da ginnastica. Che Augusto fosse un gran figo non era una novità per Marialetizia, lavoravano negli uffici della stessa azienda da oltre tre anni e il collega godeva più fama di piacente dongiovanni che di solerte impiegato, anche se le sue mansioni le svolgeva ed anche bene. Mancava di ambizioni carrieristiche e non faceva nulla per mettersi in mostra professionalmente. Al contrario faceva di tutto per attirare l'attenzione delle colleghe, riuscendoci senza troppa fatica. L'antipatia di Marialetizia per Augusto non era nata d'istinto ma si era generata nel tempo e non era dovuta a questioni lavorative, ma proprio ai modi con cui Augusto si proponeva alle donne e di come poi le trattava. Tra quelle che lavoravano ancora e quelle che ...