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Marialetizia ed il bellimbusto - cap1 di 2
Data: 08/02/2020, Categorie: Etero Autore: Zindo
... parola “amara” come amare erano le sue notti, i suoi momenti di solitudine le ore passate da sola con i suoi desideri di donna ed i suoi doveri di madre con funzioni anche di padre; Maria, un suono amaro come le amare rinunce alla vita spensierata in discoteca o nei viaggi come tutte le sue coetanee per vegliare, educare, crescere quella figlia concepita accidentalmente ma poi fortemente voluta, da crescere meglio degli altri a dispetto di coloro che le avevano detto “Non ce la farai”. Per farcela quanta caparbia ostinazione, quante rinunce, quante mortificazioni inflitte ai suoi istinti naturali di donna giovane e sana. Incapace di prendersi distrazioni aveva impegnato ogni attimo in altre cose per non pensare alla sua solitudine, tuffandosi anche nel lavoro, nella carriera e senza arrivare nelle alte sfere, era comunque emersa dalla massa salendo posizioni su posizioni solo per meriti, senza farsi nemici ma anche senza coltivare amicizie. Il suo tormento peggiore era stato proprio quel maledetto Augusto, con il quale doveva collaborare e allo stesso tempo competere sul lavoro, e che era ai suoi occhi maledettamente bello, affascinate, istigatore di pensieri e desideri indicibili ma che dedicava le sue attenzioni a tutte tranne che a lei. A lei mai un complimento, una battuta scherzosa, un gesto fuori dalle buone maniere o dalle formalità, solo freddo rispetto tra buoni colleghi, usuali comportamenti tra persone civili. Più lui l'aveva ignorata, più lei ...
... l'aveva desiderato, soffrendo per le vanterie di quelle stupide altre donne che si vantavano invece di essere state non solo coccolate e vezzeggiate da lui ma addirittura di esserci andate a letto insieme. Davanti a loro aveva fatto sempre l'indifferente ma dentro di se le aveva giudicate troie, zoccole che tradivano i mariti o i compagni per “divertirsi e distrarsi” addirittura una aveva detto “per ravvivare il rapporto con il marito”. Allora lei che non aveva un rapporto da ravvivare perché non ne aveva affatto, che doveva dire? Che doveva fare? Doveva subire la condanna ad una vita senza sesso per espiare la “colpa” di aver fatto sesso con la persona sbagliata in età troppo precoce? Non disposta ad accettare questa coltivava una crescente antipatia, anzi acredine, per quel bellimbusto di Augusto che la ignorava, che ignorava solo lei. Quanti desideri aventi per oggetto proprio Augusto, aveva avvertiti, coltivati prima, repressi dopo. Quanti tagli di capelli e fogge di vestiti aveva provato nella speranza di farsi notare da quel bastardo che notava tutte, tranne lei, che insidiava tutte senza regalare a lei neanche un sorriso che non fosse di formale buona educazione. Ci aveva messo del tempo, tanto tempo a rassegnarsi, o meglio a farsi meno illusioni perché la speranza che prima o poi quel bastardo si accorgesse anche di lei la covava ancora in qualche angolo recondito del suo inconscio. L'acredine e l'antipatia svanirono in un baleno quando, alle sette di sera del ...