1. Filippo - certe volte i sogni diventano realtà - 10 fine


    Data: 10/02/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: ennese80

    Capitolo 10
    
    Tornato a casa mi tenni alla larga da Filippo, volevo evitare ogni rischio. Le cose così funzionavano, ero tornato alla mia routine di amici e famiglia, stavo già girando per trovare un lavoro e ed ero ritornato nel radar delle varie app e siti d’incontri della zona.
    
    Fra incontri nuovi e piacevoli ritorni era già passato un mese dal mio rientro. Da qualche giorno lavoravo tre giorni a settimana nel ristorante di mio cugino, era poco almeno per il momento ma mi andava anche bene, in fondo era come se non avessi avuto un’estate e mi rimaneva abbastanza tempo per delle piacevoli nottate di sesso.
    
    Un giorno mi aveva contattato un ragazzo di 30 anni, il gps lo posizionava a 13 km da me, quindi in un paese dei paraggi. Chiacchierammo un po’, sembrava divertente. Stranamente, per le mie abitudini, gli diedi corda anche se non aveva foto e non ne aveva volute mandare. Mi diceva di essere troppo noto e di avere troppa paura. Non so perché ma mi sentii di dargli fiducia ed organizzammo un incontro per quella sera.
    
    Stabilimmo di vederci in un posto un po’ fuori mano e gli dissi che macchina avevo.
    
    La strada era buia e deserta e iniziavo a sentirmi un po’ spaventato. Avevo fatto bene ad organizzare quell’incontro al buio? Mi sembrava di essere tornato ai primi tempi di internet quando, per trovare qualche incontro, era normale non mandare mai fotografie. Ormai ero lì, speravo che il mio angelo custode, e guardone per tutte le scopate a cui aveva assistito, mi ...
    ... proteggesse.
    
    Alle 20 in punto vidi dei fari avvicinarsi a me, non riuscii a distinguere nulla col contrasto fra la nera notte ed i fari accesi. La macchina si avvicinava e si affiancò e rimasi di sasso quando lo vidi.
    
    “Scusa per l’inganno ma avevo bisogno di vederti e di parlarti”.
    
    Era Filippo. Il cuore mi batteva, non capivo più nulla, non capivo cosa stesse succedendo.
    
    “Non pensi che se me l’avessi semplicemente chiesto ti avrei detto che potevamo parlare?” mentii
    
    “Sono sicuro che mi avresti mandato a cagare, ti conosco, probabilmente mi ci manderai anche adesso ma dovevo provarci. Ti prego concedimi solo cinque minuti per parlare”.
    
    “Ok”.
    
    Scesi dalla mia macchina e salii sulla sua.
    
    Quella macchina portava alla mente i ricordi di quel primo incontro con lui. Lo guardai in viso, il cuore batteva, una fitta allo stomaco. Compresi in quell’istante perché non mi ero innamorato di Michele, sentii di essere ancora innamorato di Filippo, avrei voluto abbracciarlo e riempirlo di baci ma mi trattenni.
    
    “Come stai?” La sua voce tremava, lo sguardo era basso, imbarazzato.
    
    Istintivamente gli accarezzai il viso, mi faceva tenerezza vederlo così, gli sorrisi e gli dissi che andava bene e ricambiai la domanda.
    
    “Non lo so” rispose. “Se devo essere sincero ti ho pensato tutta l’estate, ho combattuto con me stesso. Da un lato tu e dall’altro lei. Ho capito di amarti e, non prenderla nel verso sbagliato, ma ho faticato ad accettarlo. Ma amo anche lei, abbiamo un ...
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