1. Sverginità: "barbara"


    Data: 10/02/2020, Categorie: Etero Autore: renart

    ... afferrando ai lati il passamontagna e tenendosi alle mie orecchie. “Aaaah, chiavami bastardo. Oddio, oddio come lo sentooo...” Praticamente fa tutto lei, allora, con le orecchie in fiamme, la lana che prende a grattare ancora di più, mi avvento avido sulle grosse mammelle, succhiando i capezzoli con la voracità di un lupo affamato. Più la mordo e più lei gode e aumenta il ritmo. Il sudore ci rende scivolosi e selvatici, i suoi capelli sono incollati alla fronte, il volto deformato in un ghigno satanico, gli occhi due puntolini di brace, mentre ripete come una cantilena “fottimi, fottimi, fottimi!” Avverto il sangue caldo sgocciolarmi lungo il collo e impregnare le maglie del passamontagna. La troia con quelle unghie deve aver fatto un bel macello. Allora le stacco con forza le mani dalle orecchie, grugnendo di dolore, e le mollo un bel cartone sulla guancia sinistra. Lei barcolla e perde l’equilibrio, rovinando all’indietro. L’afferro per una tetta, evitando che sbatta con la testa e dandole il tempo di poggiare ambo le mani per terra. Continuo a fottermela in quella posizione, tenendola per i fianchi. Poi lo tiro fuori e lo oriento verso il buco di dietro. La cappella dilata lentamente l’anello di carne del suo buco di culo, mentre lei miagola come una gatta in calore. “Ah, bastardo”, sibila con tono arrochito dalla voglia e dalla posizione, “vuoi sbattermi quel grosso affare nel culo”. Glielo spingo dentro con forza e prendo a farmela nel culo, mentre con due dita della ...
    ... destra le pompo la fica e col pollice sinistro le sgrilletto forte e veloce il clitoride. Le sue urla disarticolate riempiono la stanza e mi infoiano ancora di più, provocando un’ulteriore accelerata del ritmo fin quando il suo squirt caldo non mi innaffia la pancia dandomi il via per scaricarle nel condotto tutta la sbroda che mi ribolle nei coglioni.
    
    *
    
    Quando riprendo i sensi sono solo nella stanza. Non ho idea di quanto tempo sia passato, ma ho la testa in fiamme. Mi sfilo il passamontagna e mi tocco delicatamente le orecchie. Il sangue si è già seccato e bruciano un po’ di meno. Mi alzo, mi sfilo i pantaloni dalle caviglie e cerco il bagno. Mi guardo allo specchio e quasi non mi riconosco. Ho l’aria di un reduce, sudato, sfatto, allucinato. Osservo i tagli sulle orecchie e gli ematomi viola. In un cassetto accanto al lavandino trovo dell’acqua ossigenata. La spruzzo sulle ferite. Per un po’ brucia, ma il dolore passa in fretta. Poi ritorno in soggiorno. Mi guardo attorno, ancora rincoglionito, e scorgo un foglio sul tavolo. Leggo.
    
    "Tesoruccio,
    
    sei stato come al solito GRANDE! Sei entrato nel personaggio come desideravo che tu facessi e mi hai fatto godere come una porca. Non ti ho voluto svegliare e mi dispiace andare subito via, ma ho un impegno. Quando ti svegli fai pure una doccia, ti lascio gli asciugamani sul bordo della vasca. In frigo c’è dell’ACE. Chiudi a chiave la porta, quando esci... te le lascio sul tavolino nell’ingresso, poi me le ridai la prossima ...