-
Sverginità: "barbara"
Data: 10/02/2020, Categorie: Etero Autore: renart
... volta. Mi faccio viva prestissimo!!! Un bacio dove sai tu... Sonia" * Faccio le cose con calma e un’ora e mezzo dopo sono in strada. Seduta su una panchina di fronte al portone c’è la ragazza vestita in nero con l’alopecia da depressione. Fuma e guarda un bimbetto pedalare sul triciclo. “Deduco che c’era qualcuno nell’appartamento...”, mi fa scoccandomi un sorrisino sarcastico. “Sei sempre così acida o è solo il mio giorno sfortunato?”, ribatto cercandone di imitare il tono. “Se lo è, il tuo giorno sfortunato, sarà più per le tue orecchie che per la mia deduzione. Guarda che roba, mi sembrano due lampadine al neon”, e ride. “Ridi, ridi pure. Ciao ciao”, e faccio per andarmene. “Ehi, aspetta... scherzavo. Io sono Barbara, piacere”, dice e mi tende la mano, alzandosi. La raggiungo, le stringo la destra e mi presento a mia volta. “Ti va un gelato?”, chiede. Annuisco e ci avviamo tutti e tre verso il bar più vicino, a due passi dalla fermata dell’autobus. Parliamo del più e del meno e non impiego molto ad apprezzare la sua parlantina sciolta e brillante, sebbene sono irrimediabilmente attratto dalla sue tette che, obtorto collo, catturano i miei sguardi come mosche sulla zanzariera. Quando la riaccompagno a casa il cielo comincia ad arrossarsi e il sole è una grossa arancia che ammicca ruffiana da sopra ai tetti. Al portone le porgo il fratellino, Nicola, che mi dorme in braccio, e lei lo accoglie fra le sue braccia materna. “Ci rivediamo?”, ...
... chiedo. “Mi piacerebbe. Magari si va al cinema, che ne dici?” Sorrido. Lei ricambia. Ci baciamo sulle guance e aspetto che salga la prima rampa di scale prima di voltarmi e andare via. * Al cinema ci andiamo il giorno dopo. Il film è piuttosto datato e rientra in una rassegna che il Massimo propone per soddisfare i gusti di coloro che, almeno potenzialmente, sono un pubblico restio alla frequentazione dei multisala. La pellicola è del ’98, Acid house, tratta da tre storie scritte da uno dei miei scrittori preferiti, Irvine Welsh. La sala è deserta, com’è prevedibile, visto il caldo e lo scarso interesse dei più a chiudersi in un cinema a luglio. Sopra, dove prendiamo posto, ci siamo soltanto io e Barbara. Il film è accattivante, dialoghi sporchi, tanta droga e sesso. Il clou è toccato quando Evelyn scarica Bob e poco dopo si fa una gran chiavata con un tipo l’esatto opposto dell’ex sfigato. È mentre se lo cavalca, zompettando come una cavalletta sul cazzo duro, i seni sodi che vanno su e giù e le urla sparate a tutto volume, che mi viene un’erezione violenta e, quasi nello stesso momento, avverto la piccola mano di Barbara strisciare sulla mia coscia e poggiarsi sul picco tiepido che tira la stoffa dei bermuda. Quando riesce a tirarlo fuori, mi strappa un gemito e mi spinge ad imitarla, senza nemmeno voltarmi a guardarla. Indossa una gonna larga di jeans, così che la mia mano ha gioco facile a intrufolarsi e, spedita, raggiungere il cavallo delle mutandine già bagnato. Il ...