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La mia signora (1)
Data: 12/02/2020, Categorie: Etero Autore: fantasymg
Il cellulare vibra, è un suo messaggio. Facendo attenzione che nessuno dei miei colleghi mi guardi, lo apro: è una foto. Le sue gambe, velate da sensuali calze nere, scorrono all'interno dello scatto, dall'alto in basso, fino ai suoi piedi infilati in un paio di décolleté rosse dal tacco molto alto. Le guardo meglio: sono proprio quelle scarpe rosse. Le rispondo: "Sono in ufficio ora..." Quasi immediata, arriva la sua lapidaria risposta: "Non è un problema mio. Ho già perso troppo tempo a risponderti. Hai anche una lista delle cose che mi servono. Passa a comprarle e vedi di non farmi aspettare ancora" Devo andare da lei, assolutamente ed al più presto. Non avrà quella bellezza esplosiva che attira gli sguardi di tutti gli uomini, ma non posso resisterle. Sarà che il suo fascino è più sottile della semplice bellezza fisica e si è insinuato nella mia mente così a fondo che non riesco più a fare a meno di lei. Il solo pensare di fare a meno della possibilità di sfiorare la sua pelle mi distrugge. Lei sa benissimo che il suo fascino ha questo effetto su di me, lei è perfettamente consapevole che non potrà mai ottenere un rifiuto da me, soprattutto se mi si avvicina per farmi sentire l'odore estatico della sua pelle. Soprattutto se indossa quelle scarpe rosse. Gliele regalai io, tempo fa. Lei le trovò bellissime quando le vedemmo nella vetrina del negozio, ma dopo averle provate si accorse che erano anche molto scomode. Quella sera, però, lei aveva voglia di un ...
... regalo e me le fece acquistare lo stesso. Uscendo dal negozio, mi sussurrò in un orecchio: "Indosserò queste scarpe quando avrò il desiderio di essere presa. Ogni volta che le avrò addosso, avrai un unico pensiero: soddisfare il mio desiderio. E dovrai farlo il prima possibile, dato che queste scarpe sono scomodissime e tu non vuoi che io soffra inutilmente, vero?" Non ho nessuna scelta: invento una scusa con il mio capo, prendo una giornata di permesso e mi fiondo ad eseguire i suoi desideri. Arrivo a casa sua, dopo circa un'ora. Apro la porta e la trovo seduta sul divano, a gambe incrociate e con ai piedi quelle scarpe rosso fuoco. "Scusami per il ritardo", inizio ad accennare, "ma al supermercato c'era fila alle casse ed ho perso molto tempo" Lei si alza ed inizia ad avanzare verso di me: lunghi capelli ricci le incorniciano il volto, gli occhi scuri e profondi mi guardano fissi. Una guepiere avvolge il suo busto, stringe il suo seno, che appare ancora più tondo e pieno del solito, e sorregge le calze che indossava anche nella foto. Arriva accanto a me senza dire una parola, avvicina la bocca all'orecchio: "Tutte scuse, ora poggia quelle buste e seguimi" Si gira senza darmi nemmeno il tempo di ribattere e si incammina verso il letto. Posso così ammirare le sue stupende mutandine, che in un trionfo di pizzi, incorniciano il suo morbido sedere. Non resistito, la segue ed allungo una mano per accarezzarglielo. Scuote leggermente la testa, e so che sulle sue ...