-
Sogno al quadrato
Data: 16/02/2020, Categorie: Etero Autore: BlackInk
Inizio. E poi sogno. Sogno di essere in una stanza con Mick Jagger a Keith Richards che litigano sulla frutta che hanno appena comprato. Mick sostiene che la sua sia davvero a chilometri zero perché l’ha comprata sotto casa. E ci mostra delle carote e delle zucchine con gibbosità regolari, come se fossero state fatte crescere tra le barre di un reticolato. Mi disinteresso della discussione e mi accorgo di una ragazza seduta sul letto. Ha il seno nudo e le braccia incrociate sul petto. L’espressione triste e il trucco troppo pesante fa risaltare i suoi occhi azzurro ghiaccio. Li tiene fissi sul cielo fuori dell’alta finestra, comunque più opaco dei suoi occhi. E all’improvviso mi trovo sul sedile di guida di una macchina parcheggiata in una zona industriale dismessa. E’ sera, i lampioni faticano a rischiarare il buio. Eppure io mi sento come illuminato da un occhio di bue. Sul sedile del passeggero c’è un mio vecchio compagno di classe delle scuole medie. Piange e si dispera. Grida e lacrima. Intanto si masturba furiosamente un cazzetto mezzo moscio. Non vorrei interrompere il suo idillio onanistico ma non riesco a trattenermi dal chiedergli se ha bisogno di qualcosa. Per tutta risposta il tono del suo lamento si alza, impreca e geme. Sono interdetto. Si gira verso di me, il volto stravolto, l’espressione folle. “Amanda…” grida, “Amanda… perché te ne sei andato?” Vorrei rispondergli che non sono Amanda e che un nome femminile richiede una coniugazione ...
... del verbo al femminile, ma lui ritorna alla sua masturbazione e al suo gemito. Provo a toccargli una spalla ma la mia mano lo attraversa. Mi rendo conto di essere solo l’immagine del mio pensiero. Con la mano libera dal cazzo si toglie una foto dalla tasca della giacca. Una transessuale sfoggia un paio di tette da urlo e un cazzo enorme. Eretto e lucido. “Amanda.” dice il mio compagno. Si porta la foto alle labbra e la bacia mentre il suo orgasmo irrompe furioso. Fiotti di sperma eruttano e colpiscono il verto, il cruscotto, cadono sul tappetino e sul sedile. Io mi ritraggo e sono di nuovo nella camera degli Stones. Ora sto scopando la ragazza triste. Le tengo le gambe aperte, alte sopra la mia testa, come in un film porno e la fotto furiosamente. La sua espressione è sempre contrita ma la sua fica è calda e bagnata. Vorrei che godesse anche con la faccia ma me ne fotto e la fotto come se non ci fosse un domani. Mick e Keith sono seduti poco lontano e provano un giro di chitarra e qualche spezzone di testo. Se ne fottono anche loro. Quindi la foresta mi avvolge. La guardo dal terrazzino di una baracca. Siamo nel Vietnam della guerra. Piove e fa caldo. Siamo bloccati qui da un tempo indefinito. Quando non piove fa un caldo soffocante. Quando piove fa caldo e la pioggia rompe pure i coglioni. Eppure non possiamo abbassare la guardia. La fuori c’è sempre un nemico pronto a colpire. Dave e Nick escono dal casotto. Hanno appena finito con la nostra puttana. Si ...