1. Delitto e castigo


    Data: 17/02/2020, Categorie: Etero Autore: Isaac

    ... sommarsi a quello del vino e del liquore consumati a cena. Ad un certo punto le proposi una sorta di public reading del mio ultimo racconto, ovviamente dato l'argomento bisognava glielo leggessi sottovoce, stando accanto a lei dalla sua parte del tavolo anziché di fronte, mi accomodai e con voce ammaliante diedi inizio alla lettura dallo smart-phone.
    
    Essendo una creatura sensibile e sensuale, nonché euforizzata dall'alcol, l'atmosfera la coinvolse, mi si fece ancora più dappresso e mi si appoggiò sul fianco tant'è che con naturalezza le cinsi la vita con il braccio sinistro; lasciò fare ed anzi, s'appoggiò di più ancora, così mentre da un lato affrontavo i passaggi più scoscesi di quella pornografica lettura, dall'altro la mano discendeva sino alle terga e si insinuava al di sotto del gluteo sinistro staccatosi nel frattempo dalla seduta, vuoi per la torsione del busto, vuoi per dare spazio alla sfrontata visitatrice. Colle dita arricciai la gonna a palloncino sino a scoprire la pelle, poi insinuai le dita oltre l'elastico delle mutandine e mi feci strada sino alla alla vagina che trovai già molto ricettiva e gloriosamente bagnata; col medio titillai il clitoride per un po' ed infilai poi il dito per tutta la sua lunghezza in quel paradiso marino mentre la mia dolce compagna appoggiava la testa sulle braccia conserte sospirando voluttuosamente.
    
    Conoscendola sapevo che la situazione sarebbe potuta sfuggire al controllo, nonostante fossimo in un locale pubblico, così non ...
    ... insistetti più di tanto anche perché, nel frattempo, la cameriera era tornata e doveva aver intuito qualcosa, data l'aria inquieta, ci chiese se andasse tutto bene e noi, io anzi, dato che la mia lei era del tutto assente, la rassicurammo ordinando un secondo giro di birre.
    
    Sino all'arrivo di quelle restammo passabilmente composti, limitandoci a baciarci con trasporto, congedata l'importuna ricominciammo a bere, con la variante dell'assaggiare l'uno la birra dell'altra e viceversa ma dalla bocca del partner, anziché dai boccali, poi enfaticamente immersi le dita della mano sinistra nella sua birra rossa mentre lei mi guardava trasognata ed ansante, e ripresi la strada di prima rientrando nell'antro marino ormai completamente allagato dalla marea del suo piacere. Inarcava talmente la schiena che compresi voler essere ancora, e più sfrontatamente investigata, così la mano tornò al boccale, poi ancora alle sue pelvi e, mentre l'anulare ed il medio prendevano la strada della vagina, il pollice poggiò sullo sfintere palpitante e vi entrò non incontrando alcuna resistenza. Le mie tre dita così profondamente incastonate dentro di lei si toccavano attraverso il sottile diaframma di carne che separava la grotta marina dal vulcano e l'effetto che produceva su di lei questo contatto osceno era di deliquio totale, ormai la sua bocca s'era impossessata del mio orecchio sinistro ed avvertivo parole e frasi smozzicate, annegate tra i gemiti ed i sospiri, mentre la sua lingua s'insinuava ...