-
L'amazzone di Ra
Data: 17/02/2020, Categorie: Dominazione / BDSM Etero Autore: tom
INefertiti oltrepassò la fascia delle dune sabbiose mentre il Sole sbadigliava l�ultimo bagliore del pomeriggio. Presto l�incandescente sfera d�oro sarebbe scomparsa al di là dell�ondulata linea di confine dell�orizzonte e sarebbe stato il crepuscolo. Il deserto era grande oltre ogni immaginazione, torrido e sterile come roccia su cui le piante non riescono ad attecchire. Gli scribi di Luxor ne avevano narrato la travagliata storia nei loro testi: dalla boscaglia di alberi spinosi alla scomparsa delle acque, dalla savana d�erbe coriacee alla prateria di sterpi e sassi. Infine erano rimaste solo sabbie e rocce. Le dune mobili e gli spogli costoni di arenaria erano il territorio delle vipere del deserto, ispiratrici di sogni, brividi e morte.Non vi erano strade o sentieri, nelle regioni delle sabbie, solo sporadiche tracce lasciate dalle carovane dei commercianti di spezie e metalli preziosi. Comparivano a tratti fra le zone sepolte dalle dune ed i polverosi pavimenti di pietra bruna dell�Alto Egitto. Il Nilo era lontano, così come lo erano il mare e le città. Nessun punto di riferimento, a parte il Sole e le stelle. Presto, se si fosse spinta ancora più a Sud, queste ultime l�avrebbero abbandonata, Nefertiti ne era consapevole. Dalla sua gente aveva udito racconti secondo i quali, oltre il deserto, vi era un altro mondo vegliato da astri stranieri che i suoi occhi non avevano mai veduto. Il Sole, invece, si diceva sarebbe rimasto lo stesso.L�amazzone era molto bella. La ...
... donna più maestosa della sua generazione. La pelle ambrata e liscia come la più pregiata delle stoffe, occhi nerissimi e brillanti come gemme di ossidiana, gli aggraziati lineamenti del volto propri della discendenza del Faraone. Un succinto abito di seta e lino le copriva il seno e parte dell�addome, la gonna fasciava le gambe fino alle ginocchia. Una collana d�oro di Cipro cingeva il suo collo bruciandone con insolenza la pelle. Ai piedi indossava sandali dalla suola consunta.Aveva visto ventiquattro primavere, prima di allora, e da tredici aveva appreso l�uso della Magia Bianca di Horus, il Dio Falco. I suoi poteri la proteggevano dal calore delle sabbie roventi, non certo dalla sete e dalla stanchezza. Tuttavia Nefertiti non avrebbe contemplato l�idea di una sosta fino a quando non fosse calata l�oscurità.La sua cavalcatura si chiamava Falca e proveniva dalle fredde regioni del Nord. Era alta e muscolosa. La sua pelle, bianchissima come quella di tutte le donne delle terre settentrionali, era arrossata dal crudele Sole del Sahara. I capelli erano lunghi, lisci e biondi; in Egitto, di solito, alle cavalcature venivano tagliati corti, ma Nefertiti aveva preferito che Falca conservasse la sua chioma dorata. Si serviva delle ciocche come redini mentre, seduta sulla schiena della cavalcatura, ne regolava la velocità con precisi colpi di tallone nelle cosce. Dalle sacerdotesse che le avevano insegnato gli incantesimi di Horus aveva appreso la postura con la quale fare procedere la ...