1. Al concerto degli scorpions


    Data: 18/02/2020, Categorie: Etero Autore: benves

    Mi chiamo Cristiano, sono di Ascoli Piceno e vi racconto ciò che mi è accaduto qualche anno fa.
    
    Ero uno studente Universitario fuori sede all'epoca.
    
    Da Firenze mi ero trasferito a Milano per frequentare la Bocconi.
    
    Sempre pochi soldi in tasca, per non pesare ulteriormente sulla famiglia mi arrangiavo con qualche lavoretto saltuario come cameriere ma, non avrei potuto non spendere soldi per quel magnifico concerto.
    
    Erano anni che sognavo di vedere i miei idoli dal vivo, gli Scorpions, e quando seppi che sarebbero venuti a Milano, feci l'impossibile per avere un biglietto, e ci riuscii.
    
    Avevo atteso con trepidazione quel momento.
    
    Ricordo ancora nitidamente quel 2 giugno 2007 gli Scorpions, si sono esibiti, dopo 8 anni di assenza, in Italia per suonare al festival Gods of Metal all'idroscalo di Milano.
    
    Inutile dire che l'evento andò sold out.
    
    C'era una folla immensa, il caldo era asfissiante ma, ne valeva la pena.
    
    Eravamo pigiati come sardine.
    
    La band iniziò a suonare e parve che il mondo smettesse di esistere.
    
    Il chitarrista Rudolf Schenker dette il meglio di se, come tutta la band del resto
    
    Suonarono "Loving You Sunday Morning", "Holiday", la strumentale "Coast to Coast", e l'apoteosi ci fu con “Blackout “.
    
    Nel corso del concerto avevo accanto a me una biondina, minuta ma molto bella.
    
    Corpo esile, capelli a caschetto, seno piccolo.
    
    Indossava una canottiera degli Scorpions senza maniche, da sotto le ascelle potevo vederle anche il ...
    ... minuto seno.
    
    Aveva degli shors neri ed un paio di infradito ai piedi.
    
    Cercai di vedere con chi fosse ma non notai nessun accompagnatore, pertanto decisi di provarci.
    
    Durante il concerto qualche strusciatina, qualche palpatina involontaria.
    
    Ogni tanto si girava verso di me e mi sorrideva.
    
    Finito il concerto iniziammo tutti a commentare le performance della band, lei parlava inglese, si chiamava Emily e veniva da Liverpool, aveva una vocina esile come il suo corpo ma nel contesto era molto graziosa e bella.
    
    Chiacchieriamo un po, poi mi congedo e mi dirigo verso l'uscita, soddisfatto ed appagato.
    
    Sentii chiamarmi, era ancora lei.
    
    Mi dice di essersi persa, non trova più le sue amiche (che io non avevo neppure visto).
    
    Sono l'unica persona che conosce e se posso riaccompagnarla in Hotel che era poco distante da li.
    
    Naturalmente e cavallerescamente accetto.
    
    Mi dice il nome dell'hotel ed iniziamo ad incamminarci.
    
    Passiamo davanti ad alcuni locali, le chiedo se ha fame o sete, se vuole rifocillarsi.
    
    Mi sorride (ed io mi perdo nei suoi occhi verdi).
    
    Entriamo in un locale, ordiniamo hamburger patatine e birra.
    
    Emily si dimostra una buona bevitrice di birra.
    
    Dopo averne bevute 3 medie, inizia a barcollare.
    
    Ordino 2 limoncelli freschi a testa per darle il colpo di grazia.
    
    Ne approfitto.
    
    Abito vicino, le chiedo se vuole venire a farsi una doccia a casa mia.
    
    Ero pronto a prendere un clamoroso 2 di picche ma invece, inaspettatamente, ...
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