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Reincarnazione, una tuffo dal passato
Data: 24/02/2020, Categorie: Etero Autore: muscoloduro
... un color rosa chiaro, stese sul mio lettino erano invitanti , accoglienti, avrebbero eccitato qualunque uomo. Si intravedeva un intimo semplice, quasi infantili. Delle mutandine color rosa con dei piccoli cuoricini disegnati. " Marcella, si rilassi, al mio tre entrerà in uno stato di sonno profondo; uno.... due.....", il suo respiro si faceva sempre più intenso, sempre più lungo, " .... tre. Ora, Marcella voglio che torni indietro nel tempo, ha la facoltà di rivivere il suo passato, può con la mente ricordare i momenti in cui era una bambina, quando giocava felice nel giardino assieme a suo papà; ora voglio che prosegua con il suo viaggio a ritroso, si osservi, é all'interno dell'utero di sua madre, riesce a percepire i suoni che provengono dall'esterno, la voce calma di sua madre. Marcella, si sforzi, oltrepassi i confini e i limiti del tempo, osservi le infinite e infinite vite che la sua anima ha dato forma. Marcella le scruti con attenzione e quando si sente pronta, ne scelga una, apra gli occhi e mi descriva ciò che vede". Seguirono alcuni minuti di silenzio. Il respiro di Marcella, da lento che era, cominciò a farsi affannoso, respirava a fatica. Aveva fame d'aria. Il suo volto si contorceva, nel suo dolce faccino venivano impresse delle smorfie. Vedevo pulsarle la vena del collo. D'improvviso aprì gli occhi e sollevando le braccia in aria comincio a fare degli strani gesti con le mani, come se stesse tastando l'ambiente circostante. Cominciò a emettere dei ...
... mugolii, e con voce tremolante, tra un respiro e l'altro cominciò a dire: " li sento. Sono entrati. Mi staneranno. Ho paura. I bastardi fiutano il mio odore. La botola scavata nel terreno non mi proteggerà. Che Dio mi aiuti. Ho paura. Vedo una luce improvvisa, un dolore tremendo alla testa,sono i miei capelli, tesi, che sollevano il peso del mio corpo. Per porre fine a questo dolore assurdo mi aggrappo a due grosse braccia muscolose. Sono dure, grandi. Sollevo la testa, la mia faccia si trova davanti ad un giovane volto squadrato, dai lineamenti regolari. Una barba nera, capelli lunghi, raccolti , due occhi nerissimi. Emana una luce strana che da al suo volto un particolare senso malizioso. Sento il suo fiato su di me. É lui! Il barbaro, un maledetto figlio di puttana, che assieme al sui amici balordi, sei mesi fa, ha assediato il mio villaggio e ucciso la mia famiglia. Bastardo, bastardo, come hai potuto? i miei pugni sono diretti a colpire quel petto sporgente, sembra fatto di marmo. Il pezzo di merda inizia a palparmi, mi divincolo. Mentre una mano mi tiene legati i polsi con l'alta tasta le mie chiappe, sento le sue rozze dita cercare di entrare nella mia fica. Sorride, mi bacia il collo, vuole scendere, tenta di afferrarmi con i denti i capezzoli, mi divincolo. Con una spinta mi getta a terra. Mi afferra nuovamente i capelli, mi ritrovo all'improvviso il suo cazzo, moscio, in faccia. "succhia troia", mi dice spingendo la faccia divincolante sulla sua enorme ...