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Il ragazzo di mia figlia
Data: 29/02/2020, Categorie: Etero Autore: maria966
... campanello, mi irrito pensando che non fa neanche la fatica di cercare le chiavi in borsa, e mi avvio verso la porta; mentre sto aprendo la porta suona anche il telefono, impugno il cordless e sicura che, ad aspettare fosse mia figlia, apro la porta e attivo la comunicazione. Al telefono è Martina che mi avvisa che sarebbe passato Luca e di avvisarlo che lei non rientrava ed in effetti lui è sulla porta tutto intento a rimirare le mie abbondanti curve che nella fretta avevo lasciato scoperte. Credendo fosse mia figlia ero rimasta in reggiseno, mutandine entrambi molto velati e collant. Infatti Luca fissava molto interessato il mio, vedo non vedo,che esibivo. "Salve" mi disse; gli risposi "Credevo fosse Martina" con un sorriso forzato.In quei pochi secondi che rimanemmo sulla porta, notai come gli occhi di Luca si posarono intensamente sul mio seno, per poi scendere per una panoramica totale del mio corpo. Facendo finta di nulla, lo feci accomodare e gli dissi: - Torno subito, mi metto qualcosa.-Lui non togliendomi gli occhi di dosso: - Stupende, hai due gambe stupende. Puoi restare anche così, a me va benissimo.-Era la prima volta da quando frequentava la nostra casa che mi dava del tu, non gli diedi retta e mi diressi in camera. Cercai velocemente qualcosa da mettermi, le mani mi tremavano, non era la vergogna di essermi fatta trovare così ma, bensì l'eccitazione che mi avevano dato i suoi occhi penetranti sul mio corpo, i suoi sguardi che tentavano di frugare le mie ...
... intimità. Il vestito che avevo tolto dall'armadio, nella fretta scivolò a terra e quando mi chinai per raccoglierlo, nello specchio, vidi Luca che in piedi sulla porta osservava il mio sedere nascosto solo dai collant. Fu un attimo. L'idea di avere addosso gli occhi di quel ragazzo mi faceva vibrare il cuore e la figa facendomi sentire un po' troia. Mi voltai e gli occhi mi caddero sui jeans stretti che portava, e precisamente sul suo pacco, che il pantalone non riusciva a nascondere la forma del suo cazzo, grosso e compresso . Sapevo di essere la responsabile della sua eccitazione, e tra le gambe sentivo montare il richiamo delle sirene del desiderio di provare quel giovane cazzo. Gli attimi successivi furono un avvicendarsi veloce di azioni, Luca si accorse che i miei occhi guardavano interessati il suo pacco, sorrise leggermente, e con la mano strinse la stoffa mettendo ben in mostra la sua considerevole dotazione. Continuò a massaggiarselo, mentre si avvicinò a me mi prese per il braccio e mi attirò verso di lui, cercando la mia bocca con la sua. Non resistetti e cominciammo a baciarci, mentre le sue mani scesero ad impossessarsi del mio culo. Fulmineamente, mi spinse ad inginocchiarmi per terra e aprendo la cerniera del suo jeans fece venire fuori un cazzo grosso e venato. Il suo uccello emanava un odore di maschio in calore e quando le sue mani spinsero la mia testa verso di lui , aprì la bocca e cominciai a succhiarglielo. Mi teneva la testa e mi scopava la bocca con ...