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Il ragazzo di mia figlia
Data: 29/02/2020, Categorie: Etero Autore: maria966
... violenza, faceva uscire completamente il cazzo dalla bocca e subito dopo me lo infilava completamente, fino a farlo scivolare giù fino in gola.Lo spingeva in fondo facendomi avere dei conati, lui se ne accorse e rallentò le spinte fino quasi a fermarsi, allora fui io a prendere in mano la situazione e a fare un signor pompino al ragazzo di mia figlia, lo stavo facendo con tanta passione che non mi accorsi che le vene del suo cazzo si stavano gonfiando e, quando me ne resi conto, ormai era tardi e quel cazzo comincio a riempirmi la bocca.Mi teneva la testa ferma e non potei fare a meno di berla tutta, aveva un sapore diverso da quella di mio marito, un che di più giovane, di più fresco.Mi fece alzare, mi slacciò il reggiseno, avevo i capezzoli induriti; talmente induriti e grossi che mi facevano quasi male e Luca prese a stringermeli leggermente fra indice e pollice. E' una cosa che mi fa eccitare moltissimo questa ed abbandonai la mia testa sulla sua spalla e sentii le sue mani che, dopo aver superato collant e slip zuppi di umori, entravano tra i miei glutei, mi carezzavano il forellino e poi passavano tra le cosce, era esperto e sicuro ed ad un certo punto riuscì ad entrarmi dentro con un dito, sospirai per l'emozione e il piacere.Quando mi sospinse verso il letto ero in sua balia e disposta a tutto pur di essere posseduta da quel giovane. Mi fece distendere sul talamo coniugale e d'un sol colpo mi denudò completamente, allargai le gambe offrendoli il mio tesoro e lui da ...
... vero esperto mi allargò le grandi labbra scoprendo completamente il mio bottoncino che cominciò a leccare e succhiare. Le sue passate di lingua diventavano sempre più stimolanti e penetranti ed io ero diventata un lago di secrezioni. La sua lingua non mi dava tregua, risaliva dal buchino del sedere, aperto e rilassato, all'imbocco della fica che di lì a poco avrebbe conosciuto la potenza del suo cazzo, percorreva il solco fra le grandi e le piccole labbra , martellava il clitoride. Venni. Venni urlando come la più sguaiata delle puttane, come una vacca.Lui scivolò sopra di me, si soffermò a baciarmi i capezzoli e a mordicchiarmeli, poi il suo viso fu sopra il mio, potevo sentire l'odore dei miei umori, l'odore della mia figa. La punta del suo uccello, strusciava sull'apertura della mia vagina, Gemevo, sospiravo, volevo essere presa, volevo essere scopata e glielo chiesi: - Prendimi....ti prego mettimelo dentro! -Lui si sdraiò sul letto con il suo uccello svettante e - Vienimi sopra, infilatelo e scopati. -Lo scavalcai con una gamba, gli impugnai saldamente il cazzo e lo guidai dentro di me. . Mi ci sedetti sopra e lo sentii fino in fondo all'utero ; ormai non capivo più niente, avevo il clitoride duro come una nocciolina, le labbra della figa gonfie di godimento, i capezzoli duri, la lingua secca. Lo cavalcai con calma, godendomelo tutto, abbassandomi con il busto per offrirgli il mio seno da baciare. Le sue dita scorrevano tra i miei glutei, umettando con i miei umori il ...