1. Quella magnifica puttana di mia moglie, tra fantasia e realtà. 3a p.


    Data: 01/03/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: cuckold211

    Dopo il travolgente amplesso, Loredana si alzò dal letto barcollando e uscì dalla stanza.
    
    Al rientro dal bagno, guardandosi allo specchio e soddisfatta dell'immagine che le ritornava riflessa, disse:
    
    "Lucio, questo amante non c'è, è inutile che te lo dica, né ci sarà mai; a meno che..."
    
    Si voltò, si distese a pancia in giù, protesa verso di me e aggiunse:
    
    "Ascolta, Lucio: che importerebbe? Ci piace? Lo facciamo. Quello che conta è che tu mi ami, che io ti amo, che noi due siamo uniti e solidali, che fra di noi ci sia complicità. Siamo noi due che dobbiamo godere più e meglio che possiamo. Se ci prende il capriccio di avere vicino a noi un altro uomo, un'altra donna, quello che ci pare, di cui non ci importa niente di niente, ma che serve solo alla nostra libidine, chi ci impedisce di toglierci questa soddisfazione?"
    
    "D'accordo - dissi - a un patto, però: qualunque cosa succeda, la facciamo per noi due e non ci mentiremo mai. In fondo, è vero, non m'importa più di tanto chi vorrai chiavarti, sapendo che non ami che me, purché, una volta che hai goduto, magari in mia assenza, tu non me lo nasconda e, come facciamo ora per le fantasie, al mio ritorno, mi racconti ogni cosa, trasmettendomi ogni sensazione, ogni emozione che tu possa avere provato".
    
    "Certo - confermò Loredana - puoi giurarci che, chiunque mi chiavi, con chiunque io goda, il mio piacere sarà maggiore pensando a te, pensando a come ne godremo, quando saremo assieme. Tu, ovviamente, farai ...
    ... lo
    
    stesso, in modo da costruire un rapporto il più sincero possibile, senza riserve e/o menzogne. Ti amo, tesoro, e ti amerò sempre per avermi accettata come sono, senza trascurare che dovremo agire con molto riserbo perché nessuno capirebbe questo nostro modo di amarci".
    
    L'intesa era stata raggiunta e su quella falsariga continuavamo a fare l'amore, fantasticando su chi avrebbe potuto partecipare ai nostri giochi libertini. Naturalmente spesso la scelta ricadeva su questo o quell'amico e, una volta, a lei venne addirittura di indicare un suo cugino di secondo grado. Io non proponevo nessuno, lasciavo che fosse lei ad operare la scelta, limitandomi solo ad esprimere pareri sulla opportunità o meno del soggetto.
    
    Passò del tempo e un giorno Loredana mi raccontò di avere incontrato per strada una sua amica di scuola con il fidanzato, parlandomene con un'enfasi tutta particolare. La coppia si era conosciuta all'ISEF e lui, Ugo, era un culturista, praticava lotta greco-romana, giocava a tennis. Mia moglie era radiosa; quell'incontro le aveva instillato entusiasmo; l'avevano invitata, l'indomani, ad assistere ad una partita di tennis e sarebbero passati da casa a prenderla, per poi riaccompagnarla. Non vi erano motivi per oppormi, anzi ero felice che avesse trovato amici fuori dal contesto solito.
    
    La cosa andò avanti per più di una settimana: la coppia veniva a casa, se la prendevano e la riportavano; lei, entusiasticamente, mi raccontava delle prodezze di Ugo, quanto le piaceva ...
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