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Nel silenzio della notte, parte 2
Data: 02/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: executive_2005
... cose. Eravamo cambiati, avevamo scoperto un modo tutto nostro per appagarci, ed il bello è che non era solo sesso, ma anche desiderio di scambiarci affettuosità. Le giornate in università erano frenetiche, ma il pensiero era sempre quello di ritornare a casa, ed essere soli. Chi lo avrebbe mai detto? Avevamo acquisito il piacere di una intimità tutta particolare, un pò fratelli, un pò amanti, un pò complici. Ad esempio avevo notato che se io ero in bagno, magari a lavare qualcosa, Marco veniva e pisciava, assicurandosi che io lo guardassi, quasi a volermi regalare un momento intimo tutto suo. Anche io trovavo naturale essere nel bagno mentre lui faceva la doccia, e mi piaceva guardarlo insaponarsi, toccarsi, osservando le improvvise erezioni, i glutei così rotondi. Quella fu una delle estati più calde a Bologna; una notte il mio compagno era a pancia in giù, con le gambe allargate: il culo bellissimo, peloso quanto basta, lasciava intravedere tra le cosce le palle grosse e tese. Fu questione di un attimo, e realizzai che c'era ancora qualcosa di Marco che avrei voluto sperimentare. Da dietro afferrai con le mani i suoi glutei, facendolo svegliare di soprassalto; non si mosse, perchè sapientemente avevo iniziato ad accarezzarlo, mordendo e leccando le chiappe. Sollevò lentamente il bacino, mettendomi a disposizione un culo meravigliosamente tondo. Allargai le chiappe e mi concentrai sul suo buchetto, peloso, roseo e soprattutto strettissimo. La mia lingua ...
... insalivò pian piano tutta la zona, leccando con pazienza ora a sinistra, ora a destra del suo buchetto; la mia mano accarezzava le sue palle e stimolava il suo uccello, rendendolo duro e teso. Anche il sapore del culo di Marco mi piaceva, e pian piano mi accorsi che le mie salivose attenzioni lo stavano facendo schiudere come un fiore carnoso. Non ne potevo più: il cazzo durissimo non aspettava altro: delicatamente entrai in lui, fermandomi dopo ogni pressione, fino a quando fui tutto dentro di lui. Marco conduceva il gioco, muovendosi avanti e indietro davanti a me. Le mie mani lo tenevano dolcemente sui fianchi, rispettando quel suo pacato ritmare. Ben presto la voglia di accentuare le spinte si fece irrefrenabile, e con le braccia iniziai a tirarlo verso di me, penetrandolo fino in fondo; al suo lamentarsi univo i miei sommessi rantoli, e godevo anche per il dolce dolore provocato dalle mie palle che premevano su di lui ad ogni spinta. I freni inibitori erano saltati, e la mia lingua si protese a leccare il sudore sulla sua schiena. Cercavo di regolare il ritmo per resistere il più possibile, ma alla fine una fitta mi preannunciò l'orgasmo in arrivo e così mi fermai , desideroso di schizzare sulla schiena di Marco. Ancora una volta seppe stupirmi: con la mano si protese all'indietro verso i miei fianchi, tirandomi verso di lui, impedendomi di uscire, senza che io potessi far niente per fermare la sborrata in arrivo. Avevo capito: stringendogli i fianchi forte forte cominciai a ...