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Le mie prime
Data: 03/03/2020, Categorie: Etero Autore: Deb
I campi da beach volley dove passavo l�estate erano a qualche chilometro di bici dalla casa al mare. Ero arrivata da qualche giorno con mio padre, e non avendo compagnia ancora avevo fatto amicizia con dei ragazzi olandesi, paese d�origine di mia madre. Loro avevano 19 anni, un paio più di me, ed erano venuti in vacanza dopo la maturità per divertirsi, ma non disdegnavano il beach: Geert, uno dei due, era davvero bravo (giocava a volley a livello semipro), mentre Wim, decisamente più carino, se la cavava ma non era il suo sport preferito. Entrambi avevano dei fisici davvero notevoli per la loro età: alti, biondi, con addominali tirati. Avevo fatto la scema con Wim la sera prima, ma senza combinarci nulla, la settimana era lunga e a me piaceva l�idea di �cucinarlo� un po�, anche se era evidente che l�interesse fosse reciproco. Il pomeriggio di quel giorno il tempo non era granché, e i nuvoloni neri che a inizio pomeriggio erano all�orizzonte avevano preso velocemente la via della spiaggia; riuscimmo a malapena a vestirci e inforcare le bici che fummo sorpresi da un violentissimo temporale e successiva grandinata. La mia canotta e i miei shorts di jeans grondavano acqua, così loro mi invitarono nella casa che avevano preso in affitto per ripararmi e asciugarmi, in attesa che smettesse. Una volta salita in questo piccolissimo monolocale, andai in bagno e mi misi il costume di ricambio: Geert mi prestò una sua canotta perché faceva fresco, e la canotta mi faceva da ...
... vestitino vista la sua altezza (e io non son piccolina eh). Wim, ancora mezzo bagnato, era bellissimo. Non ci fosse stato l�altro ragazzo� r32;Ammazzavamo il tempo a fumare sigarette e bere birra, ma il temporale pareva non finire mai. Non so da chi partì l�idea, ma finimmo a giocare obbligo/verità. Le domande, come sempre, partivano innocenti ma nel giro di dieci minuti l�atmosfera era ben diversa. Sola, con due bei ragazzi, uno dei quali meraviglioso: lo sognavo di sera, ma non ci avevo mai davvero pensato. E invece�r32;Io non so cosa mi prese, ma un certo punto nelle penitenze obbligai Geert, quello che non mi piaceva, a baciarmi. Durante il bacio, mi accorsi però che le mani che mi sfioravano non erano due, ma quattro. E nel giro di un secondo, mentre limonavo, sentivo una lingua sul collo che mi leccava come un gelato. Persi la testa. Completamente. Mi girai e salii sopra Wim, sul divano, cominciando a baciarlo con passione. La scena era quella di due amici seduti, e io sopra uno dei due a limonarlo e toccare i suoi pettorali mentre l�amico mi carezzava il retro della coscia e il sedere. La parte sotto del mio costume nel giro di qualche secondo era più bagnata del bikini che aveva preso la pioggia� mentre baciamo Wim, la mia mano venne guidata sui boxer dell�altro, e senza nemmeno guardarlo mi accorsi subito che si trattava di un cazzo bellissimo. Mi spostai e mi ritrovai i due cazzi liberi, uno nella mia mano destra e uno in quella sinistra. La punta di quello di Wim era ...