1. Se non me lo dai me lo prendo


    Data: 05/03/2020, Categorie: Etero Autore: fedemio

    ... preventivo massaggio e qualche pressione Gianni gira la sedia verso Giulia, con una mano tiene Giulia a cavallo della stessa e con l'altra la infila sotto la camicetta, le accarezza un fianco e la inserisce nei leggins abbassandoli sul pube e notando la splendida vista a pelle, abbassa ancora, toglie la mano da sotto e la infila dentro il perizoma tenendo in mano la figa. Si ritrova con la mano bagnata sul dorso dal perizoma e sul palmo dalle labbra lisce calde umide e aperte. Senza alcuna pressione ma in modo del tutto naturale Gianni chiude un po le dita che si inseriscono con naturalezza nel corpo caldo e bagnato di Giulia. Giulia geme di piacere, mugula ma non parla, attende solo di essere impalata dal suo principe azzurro, di essere sbattuta, ha bisogno di una scossa che le dia vita. Ha voglia di assaggiare Gianni, ne vuole sentire il sapore, la forza e l'energia.
    
    Giulia deve avere Gianni, non può aspettare ulteriormente. Non può nemmeno permettere ai colleghi di insospettirsi. S'ingegna come solo le donne sanno fare, unisce l'utile al dilettevole "aspetta che vado a prendere l'altra cartellina" Giulia si ricompone e torna nel suo ufficio, afferra la prima pratica che trova sul tavolo e prima di tornare da Gianni si accerta della situazione degli altri colleghi. Tutto a posto. Torna da Gianni che intanto si è aperto i pantaloni non avendo più dubbi sulle intenzioni di Giulia. Lei entra appoggia la cartellina sul tavolo e si inginocchia ai piedi di Gianni. Non è ...
    ... affatto sorpresa di trovarlo col cazzo in mano e di trovare un gran bel cazzo. Era sicura che il suo principe azzurro non l'avrebbe delusa.
    
    Il cazzo è lungo, Giulia lo affetta con tutte e due le mani, una in coda all'altra e rimane ancora fuori tutta la cappella che se la prende subito in bocca finché lo sega.
    
    Il cazzo è grande, non riesce a chiudere le mani. I pollici ed i medi delle mani, col cazzo in mano, non si chiudono.
    
    Il cazzo è duro, è molto duro. Giulia lo stringe forte con entrambe le mani, ma non si schiaccia, solo la cappella, non avendo più circolazione di sangue, diventa più grossa, più gonfia e più rossa.
    
    Il cazzo è buono, ha un buon profumo, di eccitato, e le goccioline fuoriuscite che ricoprono la cappella sanno pure di buono, un dolciastro denso gustoso liquido prespermatico.
    
    Giulia lo stringe con le mani, e se lo gusta con la bocca, lo lecca avidamente e lo ingoia con prepotenza. Gianni apprezza. Non può parlare, ma si rende conto di aver sottovalutato la collega e di aver perso un sacco di tempo. Giulia si alza, conscia del tempo che inesorabile passa e dall'eccitazione dell'amico che potrebbe esplodere da un momento all'altro. Giulia oggi vuole cazzo.
    
    Si alza "Gianni ma queste pratiche non le tenevi in quest'armadio?" e s'incammina verso l'armadio in legno con scaffali. Apre le ante e rimane in piedi tipo nascosta tra le porte aperte.
    
    Gianni si alza, tiene i pantaloni sollevati senza chiuderli. Il cazzo fuori, tirato duro per tutta la sua ...
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