1. Parentesi, ... e ancora parentesi ... (1)


    Data: 06/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: reninytxis

    ... pienotta, robusta da palestra direi, con una seconda abbondante, tutta fasciata nel nero dei pantaloni a tubo, a vita alta, e del gilet. Capelli lisci raccolti in uno chignon tenuto da un paio di stecche, carnagione olivastra ed occhi scuri. Un tipo mediterraneo a prima vista. La osservai con più attenzione …
    
    Sotto il papillon, ogni tanto, spuntava un pomo di Adamo che non avrebbe dovuto esserci, non molto prominente, ma decisamente era lì. E quando si avvicinò con l’ordinazione, notai che quello che avevo considerato un volto tondo mostrava una mascella abbastanza marcata, addolcita dalla fossetta del mento e sapientemente mascherata dal trucco. A volte non sai cosa cercare se qualcuno non te lo dice …
    
    E per finire, per quanto avesse sicuramente cercato di fasciare il basso ventre con uno short contenitivo da donna, i fianchi ed il “pacco” non sfuggivano ad una occhiata ravvicinata.
    
    La mia analisi non doveva esserle sfuggita perché, porgendomi il calice col mio Skiwasser mi lanciò un occhiolino complice.
    
    Sorrisi, scuotendo la testa, quando si voltò per allontanarsi.
    
    -È un ladyboy? – chiesi a Marco.
    
    -Già, ma la cosa strepitosa è che, nonostante prenda gli ormoni da più di tre anni, il pisello non è calato di un millimetro. E come tira!
    
    -Tre anni? Sei sicuro? – ero scettico.
    
    -Hai visto che tette? Tutta roba naturale, niente silicone!
    
    Stavo per ribadire la mia perplessità ma, conoscendo Marco, glissai: sarebbe stato capace di organizzarmi un ...
    ... appuntamento nella toilette su due piedi, per dimostrare che aveva ragione.
    
    -Ma sarebbe lei … lui … insomma, la “sorpresa”? – deviai il discorso.
    
    Scosse la testa, con perfida soddisfazione. Restammo li seduti, a bere, per circa venti minuti, quando nel bar entrò un gruppo di giovani, studenti certamente. Parlavano inglese: tre o quattro caucasici, un paio orientali e “lui”, il più bello, un ragazzo di colore …
    
    -Visto che bronzo? – fece Marco. Aveva subito capito che lo avevo notato. – Neanche Policleto o il Cellini …
    
    Il gruppo sedette nel separé opposto al nostro tavolino. Marco non perse tempo e cominciò a bersagliare il nuovo arrivato di occhiate discrete. E, incredibilmente, il giovane sembrò rispondergli.
    
    -Dì! – gli feci – Da quant’è che te lo lavori?
    
    Ridacchiò, agitando i cubetti nel suo bicchiere. Non mi rispose ed ordinò un altro giro. Quando la “cameriera” si fu avvicinata, con grande savoir-faire, si rivolse ai ragazzi e chiese loro, in perfetto inglese, se volessero ordinare ed accettare il primo giro come benvenuto in città, offerto da lui.
    
    I ragazzi risposero entusiasti e ringraziarono. Così cominciò una fitta conversazione tra il nostro tavolo ed il loro separé. Erano due sud coreani, professori ospiti per tenere un seminario sulle biotecnologie (sembravano matricole a dire il vero!), due olandesi ed un canadese, per un master, ed infine “lui”.
    
    -Tu? – chiese Marco.
    
    -Io sono il loro maggiordomo …
    
    Mi voltai a guardare Marco e non potei ...
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