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La bionda con i meloni
Data: 08/03/2020, Categorie: Etero Autore: Joe Pesci
... fianchi raggiunsero le tette, che nemmeno entravano nelle mie mani grandi. Erano enormi e sproporzionate. La spogliai subito e presi a strizzarle e succhiarle, preso da un delirio di testosterone. Nel frattempo iniziai a infilarle un dito nella figa, che era bollente e bagnata. Poi mi abbassai e, inginocchiato a lei, le leccai la figa grondante. Era enorme anch'essa e la lingua intera e due dita andavano larghe. "Ma che fai, mi stai facendo impazzire, continua, mi stai trattando come una bambola". La presi per mano e la portai sulle scrivanie. Mi tolsi i jeans e la invitai a togliermi i boxer. Una faccia sconvolta mi eccitò ancora di più, mi sedetti sulle scrivanie e lei si abbassò a farmi un pompino. Non era eccezionale ma avevo un cazzo eretto all'inverosimile, che lei succhiava con avidità. Aveva comunque una tecnica, che significava esperienza. Tirava fuori il glande e lo stringeva forte con le labbra, poi lo rilasciava, faceva aumentare il flusso del sangue e poi lo raffreddava con la lingua. Una discreta goduria. Aveva una bocca enorme e delle labbra carnose, ma non volevo venirle in bocca. Allora la misi alla missionario, con le sue gambe sulle mie spalle e quelle tettone che sbattevano le toglievano il respiro. Ero in delirio, mi ero anche dimenticato che il coito interrotto era rischioso ma ormai era tardi. Lo estrassi appena in tempo e le schizzai fino sulla pancia e sulle tette, talmente dispersi lontano. La sua figona era scorrevolissima, come via Cristoforo ...
... Colombo la sera sul tardi. Ci mettemmo in macchina e arrivammo subito a casa sua. Vive da sola in una palazzina di 8 piani e lei abitava all'ottavo. Avevo già iniziato a sgrillettarla in macchina e lei, per tutta risposta, me lo tirò fuori lungo gli 8 piani percorsi dall'ascensore, se lo strusciò in mezzo alle chiappe e mi invitò a tastarle le tettone. I: "Le tue bocce mi fanno impazzire". P: "E il tuo cazzone mi fa impazzire. Lo premio con il mio culo". Uscimmo dall'ascensore mezzi nudi, folli e arrapati. A casa non aveva gel e vaselina ma in compenso un preservativo pronto da un anno. All'ingresso eravamo già nudi e la portai con la faccia sul mobile dell'ingresso. I suoi umori fecero da lubrificante ma la cappella scivolò facilmente nel suo grande ano e piano piano pure il resto del cazzo. Pompai con forza, tanto più che lei urlava come una matta. Mentre la inculavo ci dirigevano verso il suo letto. Fu il più bel rapporto anale della mia vita. Entrava tutto fino alle palle. Lo smorzacandela anale che mi fece ne fu ulteriore prova. Saltava su di me e faceva sobbalzare quelle enormi mammelle che le toglievano il respiro. Non si trascura la figa, la cosa più bella del mondo. Mi infilai il preservativo, la piazzai a pecorina e lo spinsi con tutta la forza. È spaziosa nella figa, nel culo e in bocca, una donna accogliente, non c'è che dire. Mentre stavo per venire ci ripensai: via il preservativo e sborrata epica sulle tettone, in faccia, sulla bocca, sui capelli, sul letto. ...