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Al concerto
Data: 08/03/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: ssbbw69
Il ritmo delle percussioni è ipnotico e allo stesso tempo trascinante. Siamo centinaia e centinaia, accalcati ai piedi del palco e ci muoviamo tutti con lo stesso ritmo imposto dai musicisti. Dopo tanto jazz, mi ci voleva una serata diversa dal solito e così, insieme ad un'amica, mi sono ritrovata al concerto di un gruppo di percussionisti che mescolano ritmi mediterranei ed echi mediorientali. La musica incalza, il volume stordisce, quasi quanto l'alcol del mio Cuba Libre e la maria della canna che mi sto facendo. In mezzo alla calca ho perso di vista la mia amica: poco male, la recupererò a fine concerto. Mi guardo attorno: molti giovani, ma anche gente della mia età, fra i 40 e i 50 anni, e diverse teste grige, a dimostrare che la buona musica unisce le generazioni. Alle mie spalle c'è un gruppo di ragazzotti fra i 20 e i 25 anni: sneakers e jeans logori, magliette tirate su busti addomesticati dalla palestra, avambracci ricoperti di tatuaggi, barbe corte e sorrisi. Complessivamente, direi chiavabili. Un paio decisamente carini. Uno mi si avvicina: la musica è quasi assordante e un po' a gesti e un po' a parole, mi chiede di fare un tiro. Gli cedo la canna e me ne accendo una seconda, rispondo ai loro sorrisi e torno a guardare il palco. Mi sono appena voltata, quando mi sento cingere le spalle: il ragazzo a cui ho ceduto la canna, molto più alto di me, mi si avvicina da dietro e scende con la faccia verso la mia. Mi porge una bottiglietta di ...
... birra, ma io rifiuto: niente birra per me, non mi piace. Il ragazzo si risolleva ma la sua mano sinistra rimane sulla mia spalla e anzi lo sento avvicinarsi e far aderire il suo corpo al mio. Sono stupita dal suo gesto, ma il contatto è piacevole. Perché no? Ondeggiamo al ritmo della musica e ora sento il suo bacino strusciare inequivocabilmente contro la mia schiena. Ragazzino sfrontato, penso, avrà la metà dei miei anni. Cala ancora verso di me e questa volta in mano ha un bicchiere di mojito. Gradisco e baratto con la canna. Il battito delle mazze sui tamburi si è fatto ossessivo e il ragazzetto si è fatto ardito: dalla spalla sinistra, la sua mano è scivolata sul fianco, poi si è fatta strada sotto la casacca e ora accarezza la pelle nuda del ventre. Ha mani grandi e calde, piacevoli. Mentre mi abbandono contro il suo corpo strusciando leggermente il culo contro le sue gambe, mi accorgo che un suo amico ci ha raggiunti: si china su di me a reclamare un tiro di maria. Tenendo la canna fra le dita, gliela infilo in bocca. Lui inspira, espira e poi mi sfiora le labbra con un bacio leggero e rapidissimo. Sorrido e torno a guardare verso il palco, mentre alcol, fumo ed eccitazione sessuale fanno il loro lavoro. Indosso una gonna lunga fino ai piedi e, come spesso mi succede in estate, non indosso slip. Sento le labbra della fica gonfiarsi. Il clitoride pulsa e, senza il cotone a fare da barriera, un rivolo appiccicoso mi cola fra le cosce. La mano ...