1. Ballando il tango XV


    Data: 08/03/2020, Categorie: Etero Autore: Alba17

    ... torturare il capezzolo. Ti avvicini e con uno scatto mi tiri fuori l’altro seno. “Vai al tuo posto!- ti intimo- Oggi tocca a me.” Ubbidisci compiaciuto. Lo sguardo mio diventa più provocante. Con una mano accarezzo i seni, torturo i capezzoli, con l’altra scosto lo slip e massaggio la fonte dei miei piaceri. Guardi... mentre la stessa mano che avevo tra le cosce la lecco spudoratamente davanti a te. “Mmm che buono!- ti dico come fai tu di solito- Peccato che qualcuno oggi non la può leccare.” Lecco le dita, ne bagno due di saliva sempre guardandoti. Sembri ridestato dallo stupore. Passi in azione. Tiri fuori il membro e passi su e giù la mano sull’asta dura. Allargo di più le cosce. Scosto del tutto il perizoma. Davanti ai tuoi occhi mi infilo un dito, poi due. Mandi giù la saliva. E’ la prima volta che mi vedi in intimità con me stessa e lo spettacolo che ti offro non ti lascia indifferente. Comincio a gemere per farti partecipe del mio piacere. Tu aumenti il ritmo della mano sul pene. Sento il tuo respiro in affanno. Mi spingo in avanti col bacino, così da penetrarmi meglio e permetterti una visuale più chiara. “Sei sfacciata! Sei adorabile! Continua Alba.”- mi dici con la voce roca. Tutto d’un tratto ti tiri su. Mi avvicini il membro duro in bocca. “Non togliere la mano dalla tua figa, ti prego! Continua a masturbarti e a leccarmi.” Ti accontento. Sembra tu mi voglia possedere la bocca. “Leccalo bene.- mi inciti- Dai che sei stupenda. Così mi piaci. Vaiii.” Lecco e mi ...
    ... masturbo. Non ho pudore. Non davanti a te. Io ti amo e voglio regalarti tutto di me. “Su in piedi, Alba, ma non togliere le dita dal tuo .....” - adesso il gioco lo guidi tu. Continuo a masturbarmi in piedi davanti a te. Ci guardiamo come fossimo due folli. Le nostre pupille dilatate. Di fronte, a procurarci piacere da soli, per la gioia dell’altro. Non dura tanto. Gemo. Sto per godere. All’ improvviso mi giri. “Non togliere le dita dalla figa!”- il tuo tono questa volta è quasi minaccioso. Faccio come mi dici. In un attimo mi pieghi a novanta col busto sul tavolo. La tua mano mi schiaccia la testa. Mi allarghi le gambe con le tue. L’altra mano strappa con forza il perizoma e con un urlo animale, senza nessuna delicatezza, mi entri nell'ano e cominci a pompare. Parli, ma non sento quello che dici. Le tue urla sconnesse mi riempiono tutta, così come mi riempie le viscere la tua voglia. I miei gemiti di piacere e dolore librano nell’aria. Come due animali in calore liberiamo i nostri istinti. Mi premi con tutto il peso sul corpo, quasi a schiacciarmi. Vorrei girare la testa per vedere il tuo sguardo in questo momento, ma la tua mano me lo impedisce. Non ti fermi finché non sei del tutto soddisfatto, stai dentro di me anche dopo aver goduto. Col respiro corto mi sussurri nell’orecchio: “Piccola, è stato fantastico! Tu sei stata fantastica!” Esci da me, lasciandomi libera della tua mascolinità. Sono stanca, dolorante. Sorrido. C’è l’ho fatta almeno questa volta a meravigliarti e ho ...