1. La fortuna di avere un marito cuck - 5


    Data: 09/03/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: bird2012

    La fortuna di avere un marito cuck
    
    Cap.5
    
    La mattina, appena svegli, ci abbracciammo e ci baciammo con passione.
    
    “Amore, ieri sera è stato meraviglioso: non puoi capire cosa abbia provato nel vederti scopata e inculata dal cazzone di Marco!” mi sussurrò Alex.
    
    “Anche per me è stato bellissimo! Da ieri sera la nostra vita è cambiata, amore! Il cazzo di Marco ce lo siamo gustato, ora tocca a Giorgio… e a tanti altri!”
    
    Prima di uscire, Alex mi abbracciò stretta: lo sentivo fremere.
    
    Cominciò a parlare, con voce tremula.
    
    “Amore, veramente gli farai sentire l’odore delle mutandine? Se poi si eccita e ti vuole scopare me lo fai sapere?”
    
    L’eccitazione gli dava in testa.
    
    “Ma certo, amore! Generalmente dicono che i cornuti sono gli ultimi a saperlo, invece nel nostro caso puoi stare tranquillo: sarai sempre il primo a sapere quando desidero farti cornuto! Non mi permetterei mai di farmi rompere il culetto senza avere prima il tuo amorevole consenso! Non voglio mica mancarti di rispetto! Inoltre, sapendolo, potrai spararti meravigliose seghe mentre pensi alla tua mogliettina che si sta facendo montare come una zoccola!”
    
    Quando uscii da casa ero già eccitata, la fichetta era già piacevolmente umida: mi eccitava dire a mio marito che mi sarei fatta montare!
    
    Non sapevo darmi una spiegazione del perché, il cervello umano è un mistero profondo, ma il fatto che mio marito sapesse dalle mie labbra che mi sarei fatta rompere il culetto per il nostro comune ...
    ... desiderio, il suo di sentirsi un cornuto, il mio di sentirmi una troia, aumentava in maniera esponenziale la mia eccitazione!
    
    Quella mattina, andando a lavoro, ero particolarmente su di giri: avevo la netta sensazione che non sarebbe stata una giornata di lavoro come le altre!
    
    Mi ero messa tutta in tiro: non un abbigliamento troppo provocante, stando nel posto di lavoro, ma abbastanza sensuale e seducente!
    
    Una camicetta molto attillata, con un paio di bottoni slacciati, per mostrare, allo sguardo voglioso di Giorgio, il mio seno più che prosperoso: l'assenza di reggiseno, con i capezzoli che spingevano contro la stoffa, non faceva altro che migliorare lo spettacolo!
    
    Una gonna, abbondantemente sopra il ginocchio e anche essa particolarmente attillata, che fasciava i fianchi per mettere in risalto la parte migliore di me: un favoloso culo, almeno così lo definiva il mio datore di lavoro, che non lesinava certo audaci complimenti.
    
    "Giusy, hai un culo da favola: se non me lo vuoi dare almeno fammelo accarezzare!"
    
    Gli sorridevo compiacente, ma cercavo, per quanto possibile di tenerlo buono.
    
    "Giorgio, fai il bravo! I tuoi complimenti mi lusingano, ma poi mi conosco: quando sento accarezzarmi il culo mi si svegliano tutti gli ormoni... e non mi sembra il caso!"
    
    Il mio ufficio, essendo la sua segretaria, era attiguo al suo: per andare da lui prima bisognava passare da me che, come ogni segretaria che si rispetti, facevo da filtro per i suoi interlocutori.
    
    Presi ...
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