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The triangolo magico: il numero perfetto
Data: 09/03/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: LucasFromParis
... tali. Per la maggior parte. Non per me, non per i membri del branco. Non per tutti coloro che non cercano solo la soddisfazione narcisistica delle proprie pulsioni più basiche e che vogliono di più. All'atto pratico sono moltissime le coppie che cercano la “mitologica” singola. Quanti la trovano? E’ come un unicorno… forse esiste ma pochi lo trovano. Io trovai il triangolo, pochi giorni fa. Ma ci arrivai per la strada più logica. Ovvero seducendo e pervertendo due donne, separatamente. E organizzando tutto io una volta stabiliti i giusti rapporti con entrambe. Una era Amélie, la miglior compagna di giochi che un maschio possa desiderare. Ne ho già parlato abbondantemente e non dubito che ne parlerò ancora. L’altra era Messalina. Messalina non era il suo vero nome, naturalmente. Di formazione era una tinderiana, ma capii rapidamente, anzi intuii, che poteva essere una nuova lupa. La sua mancanza di esperienza era più che compensata dal suo coraggio e da quel pizzico di incoscienza. Si fidava di me ciecamente. Dopo anni in cui era stata solo mamma e professionista la sua femminilità si era risvegliata. Esattamente come era successo tempo prima ad Amélie (e chissà a quante donne vi si riconosceranno!). Aveva ripreso a curarsi, a fare sport. Aveva ritrovato il piacere di attirare sguardi maschili. A flirtare con loro. Si era concessa qualche avventura. Poi si era imbattuta nel Lupo. E il mio primo morso l’aveva segnata profondamente. Era pronta. Pronta a tutto. Il mio ...
... messaggio per lei fu semplice. E brutale: “sei convocata lunedì per fare la troia per me. Ti va?”. La sua risposta non mi deluse: “Buongiorno, certo che mi va, è il messaggio che vorrei ricevere tutti i giorni. Buona giornata,…. tua MESSALINA” Alea Iacta est. Le istruzioni ad entrambe erano chiare. Dovevano ritrovarsi assieme sotto il mio portone. Si dovevano guardare negli occhi ma non erano autorizzate a parlare fra loro. In questa fase le parole sono foriere di equivoci. Tutto doveva passare dallo sguardo. Sarebbe salite in ascensore e sempre senza parlare avrebbero dovuto iniziare a baciarsi. Quando le porte si aprirono, le vidi allacciate fra loro con passione. Il ghiaccio era già rotto. Nessun imbarazzo, nessun preludio. Non davo a Messalina ciò che voleva. Le davo ciò di cui aveva bisogno. In casa avevo già disposto due sedie di fronte al divano su cui mi accomodati. Erano entrambe molto sexy. Brindammo e le fissai. Lasciai crescere il silenzio. Mi beavo di saperle in mio potere. Avrebbero fatto qualsiasi cosa avessi loro chiesto. E lo avrebbero fatto perché era ciò che LORO STESSE volevano. Inebriante. Chiesi loro di baciarsi ancora, e mi avvicinai per unire la mia bocca alla loro. Nonostante il loro lato bisex (che per Messalina era una prima assoluta!) entrambe preferivano il maschio e sentii guizzare le loro lingue. Per certi versi il mio ruolo era delicato. Nessuna doveva sentirsi esclusa. Non dovevo far sentire alcuna di loro “terza”. Perché “terzo” ero io. Mi ...