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Fiaba horror della sopravvivenza
Data: 12/03/2020, Categorie: pulp, Autore: Alba17
... a chiedersi cosa fosse successo. Chi potesse aver fatto una cosa così orrenda. Perché disseppellire un morto? Perché prendere il cadavere? A quale scopo poi? Erano sconvolti e terrorizzati. In quel momento si fece avanti la mamma dei due bimbi e, pallida in viso, raccontò la verità. A quel punto, i vecchi saggi sapevano cosa fare. Decisero di bruciare la tomba del morto vivente, ma solo quando il morto fosse stato effettivamente al suo interno. Presero un cavallo e cercarono di farlo passare sopra la tomba. il cavallo si rifiutò. Si diceva che i cavalli non camminano sopra i cadaveri e, così, capirono che il morto si trovava al suo interno. Con un grande fuoco lo bruciarono. La vedova stava osservando da lontano quello che accadeva e, in quel momento, dalle fiamme, schizzò fuori un osso bollente, fischiò nell'aria e la colpì all'occhio sinistro rendendola cieca da quella parte per tutta la vita. A lei, ancora in preda al dolore, tornarono in mente le parole del suo marito morto: "Se anche solo un pezzo di me dovesse rimanere intatto, io mi vendicherò". Ancora una volta suo marito, anche da morto, aveva mantenuto la parola. E i figli? Cosa successe ai figli e alla donna? Nessuno di loro morì di fame. La moglie capì che non sapeva lavorare i campi e che, quindi, non poteva sfamare la sua prole. Ma, nonostante l'occhio offeso, era bella, molto bella. E sfruttò proprio la sua bellezza. Andò a fare il lavoro più vecchio del mondo, la prostituta. Lavorò vendendo il suo corpo fin quando i figli divennero adulti e indipendenti. E, finalmente, il suo viso riprese colorito. Si vestì bene perché per fare quel mestiere si deve avere cura anche di se stessi. I figli non piangevano più dalla fame e, a modo loro, erano tutti felici. ........................................ Non ho mai guardato la prostituzione con disprezzo, piuttosto come l'ultima spiaggia di un animo disperato.