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La nuova casa
Data: 13/03/2020, Categorie: Dominazione / BDSM Etero Autore: Michel Maxim
... che mi si para davanti agli occhi quando la benda cade è un grande salone vuoto, parquet scuro per pavimento. La luce che, fioca, si riflette sul pavimento lucido riesce a malapena a contrastare il buio che viene dall�esterno. Non è tardi ma in questa stagione la luce va via presto per far posto alle ombre morbide della sera.I miei occhi si alzano. Il salone ha tre angoli e una grande vetrata curva ed il buio fuori trasforma il vetro in uno specchio che riflette le nostre figure. Vedo me ed il Padrone. Lo vedo mentre accosta le dita al mio collo e scioglie il nodo che tiene il mantello nero. Vedo il mantello scivolarmi addosso strofinando sui capezzoli e adagiarsi ai miei piedi� e sono nuda; vestita solo del collare e del guinzaglio. Vedo il mio padrone avanzare verso il vetro ed io, le mani legate dietro la schiena, seguirlo. La sua mano preme tra le scapole spingendomi ed i capezzoli sfiorano il vetro freddo. E� troppo tempo che non sto con il Padrone e sto soffrendo nel tentativo di trattenere un orgasmo; non posso se non me lo ordina Lui. Provo a distrarmi e, senza muovere troppo la testa, mi guardo intorno. Solo adesso noto i due anelli ancorati al pavimento e i due anelli ancorati al soffitto e un lampo caldo di consapevolezza colpisce il mio cervello. So che sta per slegarmi. E lo fa, ma i miei polsi restano liberi solo pochi secondi perché subito piccole e robuste catene li bloccano e li tirano verso l�alto. Le mie braccia puntano adesso verso il ...
... soffitto, i muscoli tesi mentre due �tlack� sottolineano il chiudersi degli anelli intorno alle caviglie.L�edificio è piuttosto isolato, penso, ma se qualcuno dovesse passare davanti alla casa vedrebbe una �X� umana offerta allo sguardo dei passanti. La consapevolezza delle mie gambe aperte mi imbarazza infinitamente e mi eccita al tempo stesso. Istintivamente muovo il bacino verso il vetro e il fresco mi accarezza il clitoride.Il Padrone ancora non parla; ma lui non parla molto. In compenso lo sento camminare, i suoi passi sul parquet risuonano nel silenzio delle pareti spoglie. Lo cerco con la coda dell�occhio e solo adesso noto la parete sulla sinistra. Un sistema di ganci regge in ordinata sequenza vari tipi di fruste, scudisci e altro che non arrivo a vedere. Chiudo gli occhi, conto mentalmente non so nemmeno io se per accelerare o per rallentare il tempo e, mentre conto, uno schiocco e una striscia di fuoco liquido colpisce la mia schiena. Contemporaneamente al dolore i muscoli della vagina mi si contraggono e sento il sangue affluire al sesso che appartiene al mio Padrone. Sto ancora cercando di riprendere il controllo della respirazione quando sento il secondo schiocco e altro fuoco disegna la mia pelle. Poi le frustate si susseguono a ritmo costante e arrivano ancora e ancora mentre ormai la mia vagina si contrae e stringo i denti per contenere l�orgasmo. Sto per chiedere al mio padrone il permesso di godere ma deve avermi letto nel pensiero perché la sua mano a ...