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A tuo figlio ci penso io.
Data: 14/03/2020, Categorie: Etero Incesti Autore: Stephan Zanzi
Era un periodo di forte stress; non vedevo Moana e Rocco da molto tempo, e non vedevo neppure mio marito, che era sempre a lavoro. Dire che stavo diventando pazza è riduttivo. Perdevo la pazienza molto facilmente. Per esempio quando ero in macchina e qualcuno mi tagliava la strada, tiravo fuori la testa dal finestrino e iniziavo a inveire contro di lui utilizzando una terminologia davvero imbarazzante. Oppure quando ero in fila alle casse del supermercato e qualcuno faceva il furbo passandomi davanti, diventavo nera di rabbia e cominciavo a litigare pesantemente. E forse era per questo che continuavo a vedermi con Giuliano, perché era l�unica valvola di sfogo che avevo; ebbene sì, la mia relazione clandestina con il vero papà di Moana proseguiva ininterrottamente da qualche mese, all�insaputa di Stefano. E non riuscivo a farci niente, cioè non riuscivo a smetterla. Avevo bisogno di lui e quindi non ci avrei rinunciato per nulla al mondo. E quindi di sera andavo a casa da lui e facevamo l�amore, in ogni modo, in qualsiasi posizione, in qualsiasi stanza della casa. E forse era anche la clandestinità di questo rapporto che avevo con lui a rendermi nervosa e stressata. Decisi di consultare uno psicologo; feci cinque sedute in cui gli parlai di me, della mia storia, senza omettere nulla, anche tutte le avventure e le scappatelle che avevo avuto con altri uomini, e anche del fatto che avevo concepito una figlia con lo sperma di un uomo che non era mio marito, e ...
... cioè Giuliano. Non gli nascosi niente, e rimasi molto stupita quando alla fine delle sedute lo psicologo mi disse che se ero stressata era soltanto perché Moana e Rocco se ne erano andati via. Mi disse che l�allontanamento dei propri figli può infatti dare seri problemi ad una madre. Allora era quello il punto; soffrivo per la lontananza dei miei figli. Non ci avevo mai pensato, ma era plausibile. Avevo passato circa vent�anni della mia vita a stretto contatto con loro, a preparargli da mangiare, a mettergli in ordine le loro stanze e a rimproverarli quando facevano qualche cazzata, e adesso che ognuno aveva preso la propria strada mi sentivo quasi inutile. In più c�era il fatto che avevo affidato la gestione del negozio di intimo a Moana, e quindi non avevo neppure un impegno lavorativo che mi permettesse di distrarmi. Avevo soltanto Giuliano e le scopate che mi facevo con lui. Mio marito invece ormai era completamente sparito dalla mia esistenza; ritornava a casa soltanto per dormire, e qualche volta (molto raramente) facevo l�amore con lui, ma la maggior parte delle volte che rientrava dal lavoro era troppo stanco per farlo. Per fortuna c�era Giuliano che mi accontentava. Pensai di risolvere questa questione prendendo un animale da compagnia, un cane per esempio. Avevo sempre sognato di avere un cane, ma per una ragione o per un�altra non ne avevo mai preso uno. E così mi misi a cercare su Internet qualche annuncio che faceva a caso mio. E in effetti c�erano centinaia di ...