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Il maestro e l'allieva 3
Data: 14/03/2020, Categorie: Etero Autore: P4M3L4
Iniziò il periodo delle fiere ed il mio maestro,fu convocato per promuovere i corsi in vista del nuovo anno accademico ed io, assieme ad altri compagni, ne fui ovviamente coinvolta. Quale occasione e scusa migliore per stare tanto tempo assieme a lui? G. con i miei nonni, i quali comunque ne traevano comodo, si era premurato di venirmi a prendere e riportare a casa ogni giorno. Fu una settimana pesante, dove si cominciava la mattina, per finire non prima di mezzanotte ed ogni sera,di rientro,non mancavamo mai di scambiarci un po' di effusioni pur dovendo limitarci, in quanto io rimanevo comunque una ragazzina adolescente e non avrei mai potuto giustificare una mia nottata fuori a quell'età e per giunta con il mio maestro di musica, un uomo più grande di me...io 14 e lui 27/28 anni,non ricordo con precisione. Sapevano che ero con lui, ma non potevano di certo sapere il resto e per non destare sospetti dovevo apparire come la solita ragazzina innocente e diligente.Questo aspetto mi terrorizzava tantissimo, perché sarebbe potuto venire fuori un casino qualora avessero saputo e senza dubbio non avrei mai più rivisto G. D'altro canto, quel "gioco proibito" mi eccitava parecchio. L'ultima sera di fiera, però, rischiai di essere beccata e tutto cominciò perché, mentre io suonavo, si avvicinò un ragazzo della mia età per ascoltarmi. Lì rimase tutto il tempo ed ogni tanto, quando alzavo lo sguardo, lui mi fissava e sorrideva. Finita la mia esibizione,quel ragazzo mi si avvicinò per ...
... complimentarsi e parlarmi, quindi, ci fermammo a lungo a conversare ed in fine mi diede anche il numero di telefono, di casa sua. Non so cosa passasse per la testa di G., ma di fatto ci osservò contrariato e prese a trattarmi male, a rimproverarmi per le cose più futili ed insignificanti. Non mi parlò per tutto il tempo, solo dettarmi ordini quando fu l'ora di fare su l'attrezzatura. In macchina cominciò a dirmi: "Che stavi facendo con quello?? Cosa avevate tanto da dirvi?" - poi - "Secondo me avrebbe voluto tanto mettere il suo uccellino dentro al tuo nido"...cominciammo a discutere ed io, poi, a piangere. Arrivammo alla scuola all'una di notte e senza nemmeno scaricare, G. mi trascinò dentro fino al magazzino e spingendomi contro la parete cominciò a sbottonarmi i jeans. " Mi ha dato fastidio vederti con quello" - disse - "e sono geloso perché tu ora sei mia...tu sei la mia piccolina." Baciandomi il collo, limonandomi in bocca, m'infilò una mano nelle mutandine, cominciando a giocare con la mia fichetta..."Nessuno ti deve toccare a parte me, nessun altro può farti godere, capito? Non dimenticare che sono io il tuo maestro, il tuo uomo. Nessuno può darti quello che ti dò io" - disse abbassando la cerniera e portandomi la mano dentro, sul suo cazzo stringendo forte la sua sulla mia eccitato, arrabbiato e disperato. " Lo senti? Questo è tutto tuo. Dai toccami, toccami, senti quanto è duro ed io lo so che ti piace". Il suo membro caldo premeva forte contro la mia mano che prese a ...