1. Sola col capo


    Data: 16/03/2020, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Molly B

    ... errore” mi deride, beffardo, infilandomi una mano tra le gambe. Quando diavolo ho smesso di tenerle chiuse? “Mmm… sapevo che ce l’avevi così… curata ma non troppo” continua, giocando con i peli che coprono il mio monte di Venere, usandoli per allargarmi le labbra senza sfiorare la pelle. “Lasciami!” gli urlo, supplichevole. “Lasciami?” mi canzona. “A me sembra tu voglia tutt’altro”. Nel chiederlo affonda, preciso, due dita dentro la mia figa. Bagnata. Cristo! "Senti senti... alla puttanella piace la situazione". D'istinto richiudo le gambe, morendo di vergogna ed intrappolando lì la sua mano. “Apri” scandisce. Non mi muovo. Volto la testa di lato, non voglio vederlo. La mia stretta non è certo così salda da impedirgli di muovere la mano, e nemmeno le dita. Due polpastrelli arrivano al clitoride, ed iniziano a girarci intorno. Oddio… Lo fa lentamente, sempre tenendomi i polsi inchiodati al muro con l’altra mano. Insiste con un movimento rotatorio che procura un’ondata di caldo al basso ventre. Mi sono bagnata di nuovo. Alterna pizzichi leggeri a tocchi circolari, Maledico il mio corpo che non sa resistergli, il bacino che gli si fa incontro, le gambe che si aprono. Sto perdendo il controllo di me stessa. Lui avvicina il viso, sento il suo fiato caldo solleticarmi il collo… È più eccitante di quanto io abbia mai sognato. Sto ansimando! Lotto contro me stessa per riportare il respiro normale; lui se ne accorge. Lo sento sorridere contro la mia guancia, ed intensificare il ...
    ... ritmo delle dita. “Arrenditi. Ti piace…” Aumenta ancora, muove le dita sempre più veloce, senza mai lasciare il clitoride. Mi tocca come se mi conoscesse da sempre. “Sme… smetti…basta…” supplico. “Basta o più veloce? Vuoi davvero che smetta?” “Sì… no…” piagnucolo, persa, mentre l’orgasmo si avvicina inesorabile. Il piacere cresce così veloce da togliermi raziocinio. Gemo, incapace di continuare a parlare, allontanando come posso il viso dal suo. Non voglio che mi veda venire! Non voglio che mi faccia venire! Non qui, dove basterebbe un collega ritardatario per essere la protagonista del più scadente degli spettacolini! Ma… il mio corpo è d’altro avviso. Posso solo mordermi il labbro inferiore e non dargli la soddisfazione di sentirmi urlare, mentre gli vengo sulle dita. Sono così scossa dai tremiti che se non mi reggesse i polsi credo cadrei a terra. Mi accorgo con difficoltà che, mentre gli spasmi dell’orgasmo si placano, lui si sta spogliando. “Girati, gambe larghe e mani al muro, puttanella”. Riceve in risposta il mio sguardo vacuo. Me lo ripete allora, sussurrandolo all’orecchio. “Ti prego, no” mi oppongo, flebile. “Ti prego no, cosa?” “Non...” gli dico, la testa troppo vuota per pensare. “Non fermarti” vorrebbe dirgli il mio corpo. È palese anche per lui. “Tu girati, mi pare che fino ad ora non ti dispiaccia”. Un tremore al basso ventre mi avvolge di nuovo. Mi posiziono come mi vuole. Lo sento sfilarsi i boxer, e poi la sua cappella premere tra le labbra della figa ancora ...