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L'uomo senza volto
Data: 22/03/2020, Categorie: Etero Autore: piccopocco
ARDENTE Si, ardente come il tramonto rosso che si stagliava tra i monti della sua Sicilia e che vedeva calare dalla finestra della sua camera da letto, stesa sul talamo nuziale, dove qualche minuto prima aveva dato piacere a suo marito, unico uomo della sua vita. Ardente le era rimasto il desiderio, non saziato dal per lei insoddisfacente amplesso appena consumato. Era un po’ di tempo che andava così, non sapeva spiegarsene il perché. Ripensava che nulla era successo tra di loro, la famiglia stava bene, la sua dedizione al marito ed alla famiglia era totale ma, per quanto amante del sesso, iniziava a soffrire quasi a sentirsi assillata dalle attenzioni del marito. Lui godeva, certo che godeva, la sua capacità di soddisfare il suo uomo era immutata. La sua consumata arte amatoria intatta e se pensava che i suoi pensieri stessero divenendo troppo invadenti e tali da poterseli far leggere in faccia, tirava fuori il suo asso dalla manica: la posizione che fa ribollire il sangue agli uomini, tale da annebbiarli completamente, e che le consentiva di non essere vista in volto e di potersi trastullare con la sua clito, di modo da provare anch’essa un po’ di piacere. Il solo calava lentamente, lasciando la sua rossa scia che alimentava la sua insoddisfatta voglia di godere. Dalla sua ostrica ancora schiusa faceva capolino un filo di sperma e lentamente scendeva lungo la coscia, disegnando uno strano percorso, quasi una ”sciaferia” in secca. Incurante di ...
... ciò, decise che era il momento di prendersi ciò che Calogero non le aveva dato, o forse lei non era riuscita cogliere, perché in fondo lui si era impegnato per cercare di soddisfarla. Quel tramonto la stregava, l’ipnotizzava, le amplificava i sensi. Piano fece scendere la sua mano destra dal braccio sinistro, scivolò sul suo appena pronunciato addome e giunse sul monte di venere, con il dito medio cercò e trovò il varco del suo piacere e raggiunse la sua clitoride, immaginando che fosse un uomo a farlo. Non desiderava nessun uomo specifico, non si era incapricciata per qualcuno; nella sua fantasia c’era un uomo senza volto, che però era in grado di darle quel piacere, da troppo tempo cercato, non realizzato. La punta del dito sfiorava leggera la clitoride, che già si ergeva per l’insoddisfatta voglia, iniziò un leggero moto circolare che ben presto diventò più rapido, più intenso, più profondo. Ormai l’intero polpastrello strusciava velocemente e circolarmente su questa sua piccola estremità nervosa che se adeguatamente stimolata era capace di mandarla fuori di testa. Gli occhi appena schiusi inseguivano il tramonto e cercavano di dare un volto a questo uomo che si era intrufolata nella sua stanza da letto e nel suo intimo scrigno, ma non ci riusciva, non era in grado di dare un nome a quel volto; per quanto si sforzasse di vincere la violenza dei raggi del sole calante, la sua pupilla coglieva solo aspetti sfuocati e insignificanti di quel volto, non riusciva a ...