-
L'uomo senza volto
Data: 22/03/2020, Categorie: Etero Autore: piccopocco
... corpo e le proprie reazioni, regolando il respiro e pensando al lavoro che domani l’attendeva. In tal modo, rapidamente si calmò e con un leggero senso di colpa che le serpeggiava nella testa cercò di ricostruire gli eventi appena accaduti. Certo, Calogero era stato quantomeno inopportuno, poteva anche fare le sue cose sconce senza farsi vedere e consentirle così di finalmente godere. Poi, però, pensò che in fondo lo spettacolo che stava offrendo era sicuramente meglio di un filmino porno, che ogni tanto vedevano insieme, e che la sua reazione era stata assolutamente naturale, anzi, l’essersi masturbato piuttosto che offrirsi nuovamente a lei era stato un gesto di rispetto della sua sfera intima. In fin dei conti aveva davvero maltrattato il povero Calogero, anche perché lei lo stava tradendo. Si, non materialmente, ma intimamente si. Questo senso di colpa, unitamente alla residua eccitazione ancora in circolo, la portarono a compiere un gesto che mai avrebbe pensato di poter compiere. Era al tempo stesso una catarsi dei pensieri lussuriosi che non contemplavano Calogero e il realizzare almeno parzialmente il suo desiderio inappagato. All’improvviso, spinta da un ignoto pensiero ed un’autonoma forza, Concetta con un balzo felino scese dal letto e si ritrovò gattoni vicino alla piccola pozza di sperma lasciata da Calogero, vi calò la testa sopra, ispirò a piene narici l’acro odore e ne rimase inebriata. Odorava, quasi con venerazione quel liquido che sapeva di ...
... maschio selvatico, quasi animale, come il satiro che rincorreva i suoi sogni. Con un dito percorse i contorni della pozza raccogliendo un po’ di sperma e se lo porto sulle labbra, spalmandovelo sopra con dedizione, come se fosse uno dei suoi più preziosi cosmetici. Poi, con gesto tipicamente femminile strinse le labbra tra di loro, di modo che la cremina si spargesse uniformemente su entrambe le labbra. Aveva steso un lip gloss meraviglioso, taumaturgico, il profumo di sesso andava verso le sue narici riempiendole dell’afrore di maschio, la sua micina inizio nuovamente a secernere umori, i suoi capezzoli si inturgidirono all’istante, di nuovo si stava abbandonando ad un’estasi profonda che le faceva perdere la cognizione delle cose, si chinò ancor di più e prese a lappare la pozza di sperma, dapprima con circospezione, poi in maniera passionale a lingua piena, raccogliendone il più possibile e portandoselo in bocca dove se lo gustava voracemente. Stringeva le cosce tra di loro di modo che le labbra le frizionassero la clitoride, poi non sazia portò la mano sul suo sesso e con il palmo aperto prese a strusciarla lungamente, dalle punta delle dita fino al polso, slabbrando oscenamente la sua vagina, vi inserì il pollice sino in fondo e con ampi movimenti si penetrò profondamente, con le altre dita, invece, si stuzzicava l’ano, il tutto continuando a raccogliere la medicina andata sprecata. Stava godendo, finalmente stava godendo come non mai. Era ormai da un po’ che Concetta ...