1. Al gusto sabbia


    Data: 27/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Lucien Rousseau

    ... mi alzò la testa e mi mise a pancia in giù, col culo da "checca" all'insù. Con foga mi sfilò la maglia, il pantaloncino della tuta grigio e, poi, le mutande ormai già bagnate per l'eccitazione. Mi sussurrò: "Ora tocca a me darti un'emozione". Cominciò a leccarmi l'ano con voglia irrefrenabile, la sua lingua mi penetrava e stringevo tra le mani i granelli di sabbia, come fossero lenzuola. Fu in quel momento che urlai dal piacere. Mi spinse, perciò, la testa contro la sabbia per farmi stare in silenzio e puntò la cappella sul mio buchino. Spinse con forza e aprii la bocca per gridare ma della sabbia mi sporcò la lingua e fui costretto a sputare. Era dentro di me e mi pompava con la foga di una mareggiata. Per i suoi colpi potenti divenni un quasi tutt'uno con la distesa di granelli. Il mio cazzo era immerso nella sabbia tiepida: era una sensazione piacevole e il movimento del "riccioluto" lo faceva sfregare, provocandomi un piacere immenso. Fu così che riempii la sabbia sotto di me di sperma, così come la schiuma del mare invade il bagnasciuga. Dopo ancora qualche colpo, estrasse il suo membro e cominciò a masturbarsi; le sue pupille cominciarono a rivolgersi all'indietro e a dilatarsi. Emise un suono quasi incomrpensibile: ...
    ... "Ve...veng..." e un getto di calda "sborra" mi invase i glutei. Con un dito ne prese un po' e mi assicurò che avrei sentito il sapore degli abissi. Mi avventai su di esso e leccai. Era salato e dsl sapore appagante, che mi faceva sentire a casa. Mi prese per mano e ci aiutammo a vicenda a pulirci con l'acqua del mare. Indossammo i nostri indumenti con i corpi ancora umidi. Prima di andar via mi chiese come stessi e risposi di star bene. Lui: "Ti avevo detto che la chiave è tutta nelle emozioni che non ti aspetti". Tornai a casa, Gianmarco era dietro il divano, di fronte alla tenda che guardava il tramonto inoltrato, mentre aveva tra le mani un bicchiere blu con succo di arancia, colori assorbiti dallo sfondo. Andai verso di lui lentamente, a passo leggero ma con determinazione e senza distogliere lo sguardo dalla sua schiena sotto la camicia di lino. Gli misi una mano sulla spalla e la passai, poi, sul suo braccio, fino a prendergli il bicchiere; lo strinsi tra le mani e glielo sottrassi. Si girò e gli dissi: "Abbiamo bisogno di emozioni inaspettate". Il tramonto si tramutò in notte e scaraventai il bicchiere al suolo. Gianmarco era incredulo. Lo spinsi contro il vetro e lo baciai, mentre ci accasciavamo eccitati al suolo nel buio più totale. 
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