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Storia di un ragazzo. cap. 5 - il week end
Data: 30/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Marmarpe
Marco si trascinò in bagno, frastornato dai suoi soliti 1000 pensieri, entrò in doccia e rimase sotto l'acqua bollente per parecchio tempo, cercando di schiarirsi le idee. La lontananza da Fabrizio, come al solito era una specie di supplizio e Marco si era convinto che quello era il prezzo da pagare per essersi innamorato di un uomo sposato. Uscì dalla doccia, si asciugò e si vestì in fretta. Dall'armadio prese il trolley e cominciò ad infilarci un po' di vestiti a caso. Aveva deciso di partire lo stesso. Con o senza Fabrizio, il mattino seguente lui sarebbe andato a Roma. Finì di preparare tutto l'occorrente e si buttò sul letto, fino a quando il sonno lo prese completamente. Driiiiiiiin driiiiiiiin driiiiiin. La sveglia suonò alle 8:00 in punto e Marco, a fatica, si alzò dal letto. Guardò fuori dalla finestra e vide un cielo azzurro e terso che lo mise subito di buonumore. "Ho scelto proprio una bel fine settimana da passare a Roma", pensò. Preparò la moka, la sistemò sul fornello ed aspettò con ansia il momento in cui il primo sorso di caffè lo avrebbe restituito alla nuova giornata. Sapeva già che le probabilità che Fabrizio lo chiamasse e partisse davvero con lui erano quasi nulle, quindi non se la prese più di tanto. Aveva deciso di affrontare la cosa con filosofia e, soprattutto, aveva deciso che quel week end avrebbe dovuto iniziare da subito col piede giusto. Quindi niente malinconie, niente sensi di colpa, nessuna paranoia. Il rumore della moka lo riportò ...
... presto alla realtà, spense il fornello e versò il caffè in una tazzina. Uscì in balcone e cominciò a sorseggiare quel liquido nero e bollente. E si convinse sempre di più che nulla avrebbe potuto scalfire quel momento di serenità che si stava accingendo a trascorrere. Adesso era pronto davvero, doveva solo caricare il trolley in macchina e partire, nulla di più. Mentre controllava che tutte le finestre fossero chiuse, sentì il campanello suonare. "Chi è?" Chiese al citofono. "Fabrizio", sentì dall'altra parte. Era sicuro che fosse venuto a dirgli che non sarebbe partito con lui. Era certo che avrebbe dovuto sentire tutta una serie di giustificazioni e la cosa lo irritò non poco. Non aveva voglia di sentire niente, voleva solo partire e concedersi un po' di tempo per sé. Aprì comunque la porta e aspettò che Fabrizio salisse. In un attimo se lo trovò sulla porta. Pantaloncini corti, maglietta scollata che lasciava intravedere quei peli ricci e neri del petto che tanto lo eccitavano e che metteva in risalto la sua pancetta soda. Ma di tutto quello che vide, la cosa che sbalordì maggiormente Marco fu il borsone che Fabrizio teneva in mano:"Allora, sei pronto a partire?" Gli chiese. Marco non sapeva cosa rispondere perché mai si sarebbe aspettato che Fabrizio potesse davvero partire con lui. "Dai, sbrigati, andiamo con la mia macchina che è più comoda", continuò Fabrizio senza nemmeno aspettare una risposta di Marco. E nonostante tutto, Marco non poté che essere felice di quella ...