1. Storia di un ragazzo. cap. 5 - il week end


    Data: 30/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Marmarpe

    ... sorpresa inaspettata. Scesero insieme, caricarono le valigie sull'auto e partirono ridendo e scherzando come due vecchi amici. "Ho prenotato un hotel carino zona EUR, ho fatto bene?" Chiese subito Fabrizio. Marco, che conosceva Roma Come Le sue tasche rispose che un posto valeva l'altro, per lui non era un problema:" Tanto conosco meglio Roma dell'Abruzzo, non ho problemi a muovermi e ad andare dove voglio", Disse Marco. "Ah, benissimo. Io di Roma non conosco nulla. Mi farai da Cicerone, allora!". Ribatté Fabrizio. Il viaggio non fu molto lungo ma Fabrizio, mentre guidava, non perdeva occasione per avvicinarsi a Marco e baciarlo. E Marco non resisteva alla tentazione di appoggiargli una mano sul pacco, cosa che faceva andare fuori di testa Fabrizio. Giunti nei pressi di un autogrill, Fabrizio si fermò. "Mi ci voleva proprio un bel caffè, pensò Marco". Appena entrati si diressero entrambi verso i bagni. Marco entrò in un bagno e Fabrizio fece per entrare in quello accanto. Ma, appena Marco fu dentro, prima che riuscisse a chiudere la porta, Fabrizio si infilò dietro di lui e chiuse la porta alle sue spalle. Marco non fece in tempo a realizzare e in un attimo si trovò Fabrizio addosso che cercava di baciarlo. "Fabri, qualcuno potrebbe sentirci" cercò di dire a bassa voce. "Non ci sentirà nessuno, stai tranquillo". Fabrizio non finì nemmeno di pronunciare queste parole che girò in un attimo Marco verso il muro. Lo fece piegare leggermente in avanti e gli abbassò i pantaloni e ...
    ... gli slip. Poi si mise in ginocchio e affondò la sua lingua nel culetto morbido dell'amante. Gli leccò e gli succhiò il buchetto per diversi minuti, fino a quando Marco, al l'apice del piacere, riversò tutta la sua sborra sul pavimento. Fabrizio si tirò su, tirò fuori il cazzo e impalò Marco in un attimo. Diede una decina di colpi molto forti, tanto che Marco a stento trattenne le urla, e sborrò nel suo culo un fiume di liquido bianco. Marco si girò e vide la maglietta di Fabrizio fradicia di sudore le la sua faccia in estasi. "Sei pazzo", seppe soltanto dirgli. "Sono pazzo del tuo buchetto", gli rispose Fabrizio. Si ricomposero, uscirono uno alla volta dal bagno, per non destare sospetti e si rimisero in viaggio.
    
    Dopo circa un'ora, arrivarono all'hotel che Fabrizio aveva prenotato, si sistemarono, fecero una doccia ed uscirono subito per godersi quello splendido sabato romano di fine estate. "Allora, sei pronto a farmi da Cicerone?" Chiese subito Fabrizio mettendo un braccio attorno al collo di Marco. "Voglio vedere tutti i monumenti più importanti perché non ho mai avuto occasione di vederli!". Marco all'inizio non fu entusiasta della cosa, soprattutto perché quei posti linaveva visti mille volte. Lui amava Roma, il suo profumo, i suoi colori, la sua atmosfera sapevano farlo sentire in pace con se stesso e con il mondo e questo gli bastava. Non aveva bisogno di ammirare i suoi monumenti o i suoi posti più turistici. Gli bastava stare lì. Però stavolta avrebbe dovuto farlo ...