1. Un po' sado, un po' maso. con il corpo, con la mente.


    Data: 04/04/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: MarcoSussurro

    ... esitazioni. Ero in preda del loro copione e non osavo interrompere quel meraviglioso incantesimo.
    
    A quel punto i bellissimi fianchi di Roberta si muovevano in modo evidente e provocarono la mia massima eccitazione. Mi ritrovai a masturbarmi con Giuseppe che mi guardava e mi diceva che non avrei potuto possederla, ma potevo ammirarla e non far altro senza la sua autorizzazione.
    
    Mi accorsi poi che impugnava un frustino con una punta piatta a forma di cuore; si avvicinò a Roberta e cominciò a sfiorarle il corpo con quella terminazione in cuoio. Prima sul collo, sulle spalle e sul viso che era appoggiato di fianco. La sua bocca carnosa si apriva e sembrava voler accogliere quell'oggetto sfiorandolo spesso con la punta della lingua.
    
    Poi giù, giù lungo la schiena, fino a sfiorarle le parti più intime che si muovevano sempre più velocemente cercando un contatto più intenso con la pelle di quell'oggetto di piacere e di tortura.
    
    Quando Roberta si lasciava andare e lo pregava toccarla, baciarla e penetrarla lui reagiva con improvvisi colpi di frusta sulle sue turgide chiappe che divenivano via via più rosse e irrorate di sangue.
    
    Poi mi disse che potevo avvicinarmi, sfiorarla con il corpo e con il viso, ma senza palparla o possederla.
    
    Lui stava comandando entrambi; io impazzivo dal desiderio di saltarle addosso ma non potevo farlo. Cominciai a sfiorare il corpo di Roberta con il mio viso; la punta della mia lingua tamponava di tanto in tanto la sua pelle e provai un ...
    ... insolito e intenso piacere nel gustarmi il sapore e l'odore del suo corpo. Ma non era facile stare alle regole dettate da Giuseppe e quando con il mio durissimo membro mi appoggiai al sedere di Roberta la reazione di Giuseppe fu quasi immediata: stavo godendomi il pieno contatto fra le sue natiche con lei che sollevava il sedere per aumentare la pressione e seguire il mio ritmo, quando fui bruscamente interrotto da una forte scudisciata sul sedere. Non mi sarei mai aspettato di essere anch'io un possibile bersaglio di quell'arnese!
    
    Immediatamente mi allontanai da lei e guardai lui con aria interrogativa; mi disse che avevo superato il limite e che quella era la punizione per la mia grave trasgressione.
    
    Andammo avanti a lungo con questo gioco e più di una volta mi capitò di cedere, di appoggiare e strusciare il mio membro su di lei subendone poi le conseguenze. Il mio desiderio irrefrenabile di un contatto fisico con Roberta divenne sempre più forte e la mia resistenza alle scudisciate aumentò a tal punto da non sentirle quasi più. Anzi, non so come sia potuto accadere, ma il piacere del mio membro che strusciava sul suo corpo mi portò a godere anche di quelle frustate. Lui non mi intimava più di alzarmi ma, in silenzio, continuava a frustare me e poi lei, senza sosta ma con colpi più leggeri, "appoggiati" e ben calibrati, sempre più spesso sulle nostre parti intime. Roberta era girata e ansimava cercando di guardarmi, io mi avvicinai alla sua bocca e le nostre lingue si ...