1. Magic massager & fuck machine


    Data: 06/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: crigio

    Sono qui che sistemo la roba nei cassetti dell’armadio e, d’un tratto, alle mie spalle due braccia mi cingono il collo.
    
    “Ciao, amore! Che fai?”, mi chiede Enrico, amorevolmente.
    
    “Ehi, ciao! Faccio un po’ di ordine…!”, rispondo.
    
    “Quindi, non stai facendo niente…!”.
    
    “Beh… no… cioè… niente di importante… Perché?”.
    
    “Tu ti fidi sempre di me, vero?”, mi chiede, criptico.
    
    “Sì. Sempre”.
    
    “Bene…”, e con un movimento repentino mi tappa la bocca… Mi sento le gambe molli… Lentamente svengo…
    
    …
    
    Mi sembra di fluttuare nell’aria: sto volando?! No, sto dondolando! Ma… dove sono???
    
    Apro gli occhi, ma subito non riesco a vedere niente. È buio. Anzi, c’è una luce soffusa. È una luce che va e viene, perché qualcosa di fronte a me la offusca ad intervalli veloci.
    
    Ma cos’è? Sembra una figura umana, però in una posizione inusuale. Una corda spessa, legata intorno al suo corpo in un modo strano ma al tempo stesso maniacale, la tiene sospesa. Gli gira sotto le braccia e sotto le cosce, tenendogliele divaricate, mentre le ginocchia sono piegate e le gambe penzolanti.
    
    Non appena riprendo piena coscienza, mi rendo conto di essere nella stessa situazione: sono imbragato con una corda che mi sostiene per le ascelle e poi scende verso le mie gambe tenendomele aperte. Sento l’aria sulla pelle, segno che sono nudo, salvo un jockstrap che però mi lascia scoperto il culo.
    
    Strizzo gli occhi e vedo che anche la figura di fronte a me è nuda: è un ragazzo, è anche lui è ...
    ... vestito solo di un sospensorio. Si sta risvegliando e si agita: comincia a dondolare e guarda di fronte a sé.
    
    “Chi c’è?”, chiede.
    
    “Pino, ma sei tu?”, esclamo, dopo aver riconosciuto la voce del mio amico.
    
    “Giò! Ma che succede?”.
    
    “Ne so quanto te. L’ultima cosa che ricordo è Enrico che mi abbraccia…”.
    
    “Ed io, ricordo che ero a tavola con Knut e stavamo cenando… Poi, il buio…”.
    
    “Quei due devono avere in mente qualcosa. Tu non ne sai niente?”.
    
    “Macché!”, sbotta. Conoscendo il biondino, ho qualche dubbio sulla sincerità della sua risposta, ma, in ogni caso, non può trattarsi di una cosa pericolosa: Knut ed Enrico ci vogliono un bene dell’anima!
    
    “Ehi, amico! Le puttanelle si sono svegliate!”.
    
    È la voce del tedesco a riempire la stanza.
    
    “Knut! Ma che cazzo fai?”, urla Pino, apparentemente arrabbiato.
    
    “Sta’ zitto! Lo scoprirai piano piano!”, risponde il suo ragazzo.
    
    “Enrico, ci sei anche tu?”, chiedo io.
    
    “Certo che ci sono!”. La sua voce mi rassicura e tranquillizza.
    
    “Allora: vogliamo cominciare?”, fa Knut. Chissà che hanno in mente!
    
    La luce aumenta di intensità e adesso distinguo perfettamente Pino appeso davanti a me. Alle sue spalle c’è il tedesco, con indosso solo uno slip di latex, che, lentamente, gli si avvicina e si posiziona sotto di lui in mezzo alle sue gambe, alza la testa ed estrae la lingua, iniziando a torturagli il buco. Pino prova a stringere le cosce, ma le corde lo costringono a rimanere divaricato. La posizione è stata ...
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