1. little pee story 2


    Data: 06/04/2020, Categorie: Altro, Autore: robertino48

    ... qualche minuto di autonomia in più.I lamenti della paziente la distolsero dal pensare alla propria vescica, la ragazza aveva dolore, e le scappava la pipì, con la scusa che in sala le avrebbero messo il catetere non l�avevano fatta urinare ed in più aveva la fleboclisi che scendeva a pisciarello e, poi la situazione la faceva paura.Gianna provò a rincuorarla e le suggerì di lasciarsi andare (ha se avesse potuto farlo lei) tanto nella lettiga c�era la cerata e così avrebbe avuto meno dolore e così avvenne, la ragazza pisciò con un piccolo sibilo che per Gianna fu leggermente traumatico e si tranquillizzò.Gianna cominciava a sentirsi male, se non ci fosse stato Raniero si sarebbe calati calzoni e mutande ed avrebbe pisciato per terra, ma si vergognava, passò una mano al cavallo, era umido, troppo umido per lasciare sfuggire qualche altra goccina e, poi, mica era sicura di potersi fermare � troppo pericoloso, compresse la fica con la mano si strofinò e ne trasse un piccolo sollievo, si accorse che Raniero la osservava,ma se ne fregò, le scappava troppo.Era quasi al limite dell�esplosione quando, dopo qualche sussulto ed un rumore di ferraglia, il montalettighe tornò al piano; Gianna abbandonò la lettiga a Raniero e corse verso lo spogliatoio del personale per andare in bagno e liberarsi, ma � aveva fatto male i suoi conti: la coulisse, nel tentativo di slacciare la coulisse dei calzoni sbagliò a tirare il laccio e la annodò di più, stringendo le cosce ed il buco del culo in ...
    ... maniera spasmodica tentò di slacciarla, ma, proprio mentre ci era riuscita l� urina prese ad uscire spontaneamente e Gianna si sedette pesantemente sulla tazza del cesso, mentre si pisciava addosso inondando mutande e calzoni.Pisciò per oltre due minuti buoni, all� inizio la vescica era tanto distesa che faceva fatica a contrarsi, con un flusso piccolo, ma costante, irrefrenabile, poi il getto si fece sempre più forte, fino infine a ridursi ad un sottile rivolo, Gianna si spremette per cacciare le ultime gocce e mollò una sonora scorreggia; Gianna si guardò tra le cosce aperte i calzoni erano fradici, si alzò e sfilò calzoni e mutande, oltre che di piscia erano imbevuti di sangue mestruale, uno schifo, a Gianna venne da piangere, ma aveva altro da fare che piangersi addosso, doveva pensare come andar via, uscire dal cesso nello spogliatoio in quelle condizioni � impossibile, se fosse uscita seminuda rischiava di incontrare qualche collega maschio, così decise di chiedere aiuto.Chiamò col cellulare Angela, la collega che era montata dopo di lei, le spiegò per sommi capi cosa le era successo e sopportò le sue risatine, certo se per lei non fosse stato tragico sarebbe stato comico, le diede la chiave del suo armadietto e si fece portare un cambio di biancheria intima che teneva di riserva, poi, messesi un paio di mutandine e raccolti gli indumenti sporchi in una busta uscì per andare a rivestirsi e tornare a casa, a casa � , cosa avrebbe raccontato, le figlie l� avrebbero coglionata ...