1. Il clistere


    Data: 06/04/2020, Categorie: Etero Autore: bull44

    ... fortuna il suo arrivo. Carlo, nel frattempo, aveva provveduto a indossare gli abiti da infermiere e preparato un enteroclisma di circa tre litri di acqua tiepida. Stavo distesa supina sul letto con cuscino sotto per sporgere meglio il mio sedere che gli piaceva tanto in attesa d'iniziare la seduta quando lo vidi apparire sull'uscio della stanza adiacente al garage con doppio servizio annesso. Fra le mani stringeva l'irrigatore. Un deflussore in plastica collegava il recipiente, dentro cui stava il liquido, a una sonda del diametro di circa due centimetri che lui avrebbe introdotto nel mio orifizio anale. Con le dita pigiò il tubetto della vaselina e ne depositò alcune gocce sulla estremità della sonda. Pose lo sguardo nella mia direzione e con un tono di voce assai greve m'informò di ciò che stava facendo.
    
    “Signorina, si sdrai sul fianco sinistro.”
    
    Alla vista di quell'enorme quantità di liquido non nascondo che mi prese una certa inquietudine.
    
    Come farò a contenere nell'addome tutta quella roba pensai.
    
    Non ebbi che pochi istanti per pensarci poiché, subito dopo, con fare deciso, "l'infermiere" mi sollevò la natica di destra mettendomi in luce il buchetto .
    
    “Stia ferma signorina. Vedrà che non sentirà alcun male. “
    
    Con un certo riguardo posò il dito medio sullo sfintere e vi depositò un poco di vaselina.
    
    “Per facilitare l'ingresso della sonda, dovrà spingere con forza verso l'esterno come quando va di corpo. “
    
    Quella postura lo conoscevo alla ...
    ... perfezione. La adottavo da tempo per non sentire troppo male nel momento in cui Carlo introduceva il suo cazzo nel mio culetto, ma quella volta non c'era proporzione fra il calibro della sonda e il rotolo di carne teneva fra le gambe. "L'infermiere" appese l'irrigatore, ripieno di tre litri d'acqua tiepida, preparata appositamente, alla parete, ad una certa altezza, fissandolo con una corda ad un chiodo su cui in precedenza stava affisso un quadro. La legge dei vasi comunicanti avrebbe fatto scendere il liquido nell'addome.
    
    Non sentii alcun dolore nell'introduzione della sonda nell'intestino, tanta fu la bravura e delicatezza che usò nella manovra.
    
    “Respiri con calma. Esegua dei respiri profondi, senza troppo affannarsi” furono le uniche parole che Carlo pronunciò mentre assisteva alla caduta del liquido. Il suo viso traspirava una certa eccitazione.
    
    Ebbi modo di notarlo dal modo in cui ingurgitava la saliva. Gli succedeva spesso in quelle occasioni. Sotto il camice bianco evidenziò una leggera protuberanza a livello dell'inguine. Era l'uccello che prigioniero della patta cercava la libertà. All'apertura del rubinetto il liquido iniziò a scendere rapidamente nell'intestino, senza incontrare ostacoli di sorta. Solo verso la fine, quando ormai restavano pochi centilitri di liquido, iniziai ad avvertire i primi sussulti all'addome e il calore dell' acqua era comunque piacevole. Fu questione di pochi attimi, dopodiché il liquido trovò la giusta collocazione nelle viscere. ...