1. Tre compleanni - prologo


    Data: 08/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Maschio-Hot

    ... piano, lo stesso piano. Mentre la famiglia stava raccogliendo le proprie cose, io ero sgattaiolato e avevo preso il corridoio di destra percorrendolo lentamente fino alla penultima stanza, in fondo. Arrivato mi voltai e vidi che anche loro stavano entrando, solo lui era rimasto fuori e per la seconda volta incrociammo gli sguardi. Ero entrato e avevo lasciato la porta socchiusa, avevo bisogno del bagno, mi ero sbottonato e avevo cominciato a pisciare. Intanto lui era entrato, la porta si era chiusa con un rumore secco, attraverso lo specchio lo avevo visto scomparire oltre. Avevo ascoltato il rumore della cinta, la zip abbassarsi metallicamente, sfilare i calzoni e poi silenzio. Quando riabbassai lo sguardo avevo il cazzo duro come il marmo, sentivo quasi il sangue scorrere, la cappella al massimo della tensione. Appena voltato l’uscio era lì, aveva indosso il maglione, era piegato a novanta gradi, i palmi poggiavano premendo sulle ginocchia e la schiena disegnava un arco perfetto che terminava nel cannolet e sotto uno splendido culo teso e coronato di peli. Mi ero inginocchiato e avevo iniziato a leccarlo, con la punta della lingua davo dei lievi colpi che presto si erano trasformati in vere e proprie lappate, per poi iniziare a succhiare lo sfintere come fosse in frutto, per avvertire che non aveva sapore ma una consistenza vellutata- “Fammi sentire la lingua, infilala dentro”. Piano piano mi ero accorto che lo la corolla unimidita si ammorbidiva, a quel punto mi alzai e ...
    ... puntai il mio cazzo, la mia cappella e fu lui a risucchiarmi dentro, inaspettatamente, dal momento che avevo pensato di andarci con calma. “Devi scoparmi, devi sfondarmelo e non avere remore, ce la fai?” Ero stato punto nell’orgoglio! “Non devi muoverti, devi rimanere fermo ad ogni colpo” aggiunsi solamente. Lo avevo preso per i fianchi e avevo cominciato a scoparlo, accelerando in pochi secondi gli affondi, lui si era assestato piegando di più le gambe per far sì che entrassi sicuro e agevolmente avevo pensato all’inizio, in realtà voleva venirmi incontro e non subire le mie fucilate. Lo colpì in modo secco ed improvviso ma non violento con uno schiaffo sui glutei: “Ti ho detto che non devi muoverti, devi solo star fermo… tu adesso sei solo un buco… non devi far altro che ascoltare questo buco… non prendi nessuna iniziativa… devi ringraziarmi che la mia lingua è arrivata fino ad ammorbidirlo… decidi che sei qui che aspetterai solo quello decido io… conta semplicemente che il tuo culo è mio!”. Il mio cazzo era accarezzato da uno sfintere divenuto gelatinoso, mentre era salito il calore del suo culo e più penetravo più mi avvicinavo alla fonte di quel colore. Si era immobilizzato. Io stavo continuando, ora entravo ed uscivo prendendo una rincorsa che aumentava il piacere di dilatarlo e sfondarlo, non lo stavo nemmeno toccando, né lo trattenevo, stavo godendo sentendo che l’unico contatto era il mio cazzo e il suo buco ormai slabbrato. Stavo scopando per la prima volta un uomo, ...