1. In metro


    Data: 09/04/2020, Categorie: Etero Autore: lucadaroma2016

    Ed eccoci di nuovo qua: il mio biruote mi ha abbandonato per l'ennesima volta.
    
    Sono costretto a prendere la benedettissima metro, che solo dio sa quanto la odio; la gente spinge, si accalca e non si respira. L'unica cosa che in questi casi mi distrae è vedere loro: ragazze, di tutte le età, con chissà quale tipo di vita che attraversano la città utilizzato questi angusti vagoni.
    
    Sono pessimo, lo dico subito: dopo averle scrutate velocemente, se mi aggradano, inizio subito a pensare a come debbano essere le loro facce nei loro momenti più intimi, quando la sera, fra le lenzuola si toccano o nel momento in cui assaggiano il membro del fortunato a cui si concedono; cerco di immaginarmi se si dimenano o se le loro guanciotte diventano rosse nel momento del piacere o se invece chiudono semplicemente gli occhi tenendo il tutto per loro.
    
    Mi trovo spesso a dover smettere di pensare a tutto ciò, nel momento in cui potrebbero verificarsi quelli che possiamo chiamare "imbarazzanti e vistosi effetti collaterali".
    
    Quella mattina tuttavia non vi era quasi nessuna degna di nota, tranne lei.
    
    La vedo di spalle, poco più di 20 anni, capelli neri a boccoli,scarpe da ginnastica, una felpa bianca e un paio di leggins che lasciavano poco da immaginare sulla forma che quel culetto avrebbe avuto senza i medesimi, un'ottima forma comunque.
    
    Siamo a un metro di distanza, lei in piedi appoggiata verso il vetro esterno, gioca con il cellulare, io in piedi al centro del vagone attaccato ...
    ... alla sbarra.
    
    Le stazioni scorrono veloci, e con esse le persone, mentre noi rimaniamo là immobili fino a quando la metro approda, di passaggio, alla stazione centrale.
    
    Di norma questa è la fermata in cui sale il maggior numero di persone, ma stavolta era diverso, le persone in attesa erano davvero troppe: non sarebbero riuscite mai ad entrare tutte.
    
    Il vagone inizia a riempirsi e sono costretto a spostarmi verso il vetro per lasciare posto alla gente che entra e mi avvicino a lei che non si è mossa, è sempre di spalle verso il vetro.
    
    La gente continua ad entrare e presto vengo schiacciato verso di Lei, cerco di mettere le mani sul vetro per resistere alla pressione della gente e non schiacciarla, ma si rivela impossibile.
    
    Guardo il suo riflesso nello specchio (cavolo non solo ha un bel culo, ma è anche carina!) e le dico "oddio scusami" lei mi sorride e mi dice "tranquillo, ultimamente passando da qui è sempre così, non so perchè".
    
    Le porte si chiudono, il viaggio rinizia e qui viene il peggio: mi trovo con il mio membro appiccicato al suo culo morbido che, con le curve, i sobbalzi e i movimenti dei vagoni non fa altro che strusciarmi provocandomi non pochi pensieri. Cerco di stare calmo, ma è impossibile, ogni movimento non fa altro che rafforzare nella mia testa l'immagine del suo culo di burro, facile da penetrare.
    
    Succede il peggio, la mia erezione non si fa aspettare e viene accentuata dall'abito da lavoro estremamente sottile e morbido che indosso: ...
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