1. In metro


    Data: 09/04/2020, Categorie: Etero Autore: lucadaroma2016

    ... lei, con i leggins lo sentiva chiaramente.
    
    Soprattutto dopo l'ultima curva era diventato di pietra e si insinuava fra le sue chiappette morbide.
    
    Io imbarazzato la guardo nel riflesso ed è qui che noto l'inaspettato: lei aveva gli occhi socchiusi, la bocca mezza aperta e un'espressione che sembrava lasciare pochi dubbi...che le stesse piacendo?
    
    Non fidandomi delle mie impressioni decido di fare una mossa: levo le mani dal vetro e le poggio sui suoi fianchi e, a quel punto, la gente che mi spingeva mi appiattisce completamente su di lei e il mio membro inizia a spingere in maniera preponderante verso il suo buchino posteriore...la guardo di nuovo, la sento respirare forte e vedo che si sta mordendo il labbro superiore.
    
    A quel punto la sento spingere con il sedere, quasi in maniera ritmica verso di me; è una follia, ma dovevamo sfruttare il poco tempo a disposizione, prima che la gente iniziasse a scendere.
    
    A quel punto mi decido: le infilo i pollici nell'elastico dei pantaloni per abbassarle solo la parte di dietro e le ...
    ... sussurro all'orecchio "posso?"
    
    e lei "si ti prego".
    
    E' un attimo. Le abbasso i leggins quanto basta, solo a scoprirle il culo, mi abbasso la zip liberando il mio membro, lo punto verso il suo culo e lascio fare alla pressione della gente che mi spinge: la penetro completamente. Lei ansima, a questo punto i movimenti del treno fanno il resto. Lei si gira e mi sussurra "ti prego vieni prima della prossima fermata" al che non me lo faccio ripetere, mi bastano due movimenti del vagone in curva, in cui affondo completamente la mia mazza nelle profondità del suo culo, venendo.
    
    Le scarico in quel culetto morbido tutta la voglia che ho di lei, senza battere ciglio.
    
    pochi secondi dopo arriviamo alla fermata, e prima che la gente inizi a scendere ci siamo già ricomposti; la fermata era anche la sua.
    
    Mentre scende dal treno prende un foglietto e una matita e ci scarabocchia sopra il suo numero "scrivimi se vuoi". Lei è scesa, io le sorrido, le porte si chiudono e il treno riparte.
    
    Forse, ripensavo, questa metro non è poi così male.
    
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