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Tra colleghi infermieri
Data: 10/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: tizietto90
... stretto con le mani grandi che ha e con la lingua; sento che mi bagna per bene con le sue labbra calde e piene di saliva. In un attimo non sento più nulla tra le mie natiche, quando all’improvviso qualcosa di duro e tondo si avvicina alla mia rosellina umida e spinge al suo interno. Ci mette un po perché io faccio resistenza, quando finalmente introduce la cappella gonfia di piacere sento un dolore non troppo forte, così si stende su di me e mi sussurra all’orecchio “rilassati bello, che poi ti divertirai da morire”. Così cerco di distendermi mentre lui affonda sempre più il suo cazzo duro, fin quando sento le sue palle avvicinarsi alle mie. Piano piano inizia ad estrarlo e introdurlo; mi rendo conto che lo fa sempre più con facilità e io inizio a godere veramente come un pazzo. Non avrei mai creduto di provare una sensazione come quella, io che ero sempre stato attivo e di culi ne avevo aperti parecchi. Va avanti per non so quanto tempo, non capisco più nemmeno dove sono, so solo che mi sta facendo impazzire totalmente; quando improvvisamente lo sento accelerare e dentro me sento come un martello pneumatico che vibra sempre più forte … all’improvviso uno, due… tre … quattro getti caldi inondano le mie viscere. A quella sensazione non resisto e bastano pochi secondi a contatto con la sua mano sul mio cazzo che anche io esplodo in tre fiotti di sborra calda. Resta dentro di me fin quando il suo cazzo esce da solo perché perde l’erezione e con mio grande stupore prima di staccarsi da me, si avvicina alle mie labbra, mi bacia profondamente e mi dice: “non avevo mai provato nemmeno con la mia donna quello che ho provato con te; non voglio perderti di vista e non solo perché voglio che succeda ancora, ma perché vogliono conoscerti: mi piaci”. Io quasi in estasi, mi giro e gli prendo il viso fra le mani e lo bacio nuovamente; ci ricomponemmo e ci sdraiammo sulla barella per riposare abbracciati uno all’altro, mentre a vicenda ci facevamo i grattini alla schiena. .