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Il camionista
Data: 19/04/2020, Categorie: Etero Autore: Morena88
Ottobre. Per la precisione 07 Ottobre 2018. È una bella giornata, un bel pomeriggio. La temperatura è stranamente mie visto il freddo di questa mattina. Sto viaggiando su una strada mai percorsa prima, sono un po’ insicura. Dove sto andando? Non lo so neanche io sincera, ho voglia di guidare, ho voglia di sentirmi libera. La fortuna però non è mia complice e dopo un po’ di tentennamenti sento l’auto spegnersi, “chissà cosa ho tralasciato” mi chiedo. Io e i motori non siamo mai stati amici! Poi l’occhio mi cade sulla lancetta della benzina. Cazzo. Fortunatamente è una strada abbastanza larga da riuscire ad accostare senza causare grossi casini. Il telefono non prende... Per l’agitazione mi sta venendo caldo, il sole attraversa i vetri e mi scalda le braccia, appena scoperte. Quando sembro aver perso le speranze ecco che dietro di me si accosta un camion, blu. Dallo specchietto noto che c’è un uomo alla guida. Mi fai un cenno con il braccio, vuoi che ti raggiunga. Scendo dall’auto, un po’ agitata. Mi apri la portiera e quasi mi arrampico per salire. Quando la richiudo dietro di me noto uno sguardo caldo, che mi spoglia, mi fa sentire nuda. Sono lì, seduta di fianco a te, non ti conosco, ma con i tuoi occhi mi scavi dentro. Silenzio interminabile, non voglio spezzarlo dicendo alcunché. E neanche tu sembra... continui a fissarmi, ogni tanto il tuo sguardo passa dai miei occhi alle mie labbra, per poi scendere e soffermarsi sulla scollatura della mia camicetta, risalendo ...
... nuovamente e insistendo sulla mia bocca. Lascio trasparire le mie emozioni mordendomi involontariamente il labbro e serrando le cosce strette l’una contro l’altra. Il silenzio sembra un rumore assordante. Vorrei parlarti, vorrei chiederti di aiutarmi, vorrei chiederti oltretutto dove siamo, quanto dista il distributore più vicino, vorrei chiederti mille cose. Ma taccio. Con il solo sguardo, posandolo sul sedile, mi ordini di avvicinarmi a te. Obbedisco. Il tuo dito si posa sul mio labbro superiore, scende e si insinua nella mia bocca, d’istinto mi viene da succhiarlo. “Brava bambina...” dici. La tua voce... sento un fremito, un brivido lungo la spina dorsale. Come se me l’avessi ordinato inizio a sbottonarmi la camicetta, sempre con il tuo dito in bocca, fissandoti negli occhi. Slaccio bottone per bottone, lentamente, le mie mani si muovono piano... scopro le mie spalle e la lascio cadere sul sedile dietro di me. Sorridi. “Cosa aspetti?” dice piano. Quasi spinta da un pensiero caldo e irrazionale mi lancio contro di te e inizio a baciarti, ad assaporarti. Sento il reggiseno slacciarsi, e le tue mani iniziano a tormentarmi i capezzoli facendomi trasalire. Caldo, troppo caldo. Il sole sembra quello di Agosto! La tua lingua scende e la sento calda sul collo, sul seno, una mano lo stringe e l’altra fa partire un dolce schiaffo. Cerchi i miei occhi e speri di trovare un cenno di approvazione... sorrido. Capisci che puoi andare avanti con quella dolce tortura. “Ti accompagnerò al ...