-
Storia di Bianca - Capitolo 6
Data: 21/04/2020, Categorie: Etero Autore: 65principemoro65
Giravo e rigiravo per le mani quel biglietto bagnandolo con le lacrime che da ormai quasi mezz’ora scendevano ininterrotte dai miei occhi. Il mio Paolo non potevo credere che fosse in una tale prigione che per evadere avesse scelto un mezzo così estremo. Il cellulare mi strappa con il suo squillo a questa specie di trans e pur controvoglia rispondo: “P…pronto?” con voce ancora singhiozzante. “E’ la signora Bianca…?” “Si sono io chi parla?” “Sono del Comando dei Carabinieri di XXXXXX abbiamo trovato in fin di vita un certo Paolo YYYY” “Mentre lo portavamo all’ospedale faceva di continuo il suo nome…Bianca…Bianca e sul suo cellulare l’unico contatto con nome Bianca era questo…lei lo conosce?” Io rimasi impietrita…incredula e senza voce non riuscivo più a parlare… “E’ ancora li?” incalzò la voce…. “Lo conosce?” “Si è un mio amico lo conosco ero preoccupata perché da circa 10 giorni non rispondeva al cellulare…come sta?...sono preoccupata!!!”. “Ora sta molto meglio ma ha rischiato di morire…ha cercato il suicidio con i gas di scarico della macchina” “Vengo subito!!!” Trafelata chiesi ad un amico di accompagnarmi perché non avevo macchina e fare 150 km con il motorino non so se ci sarei arrivata. Arrivata all’ospedale chiesi informazioni su dove si trovasse Paolo yyyyy e mi dissero di aspettare perché c’erano altri familiari in visita e che più di una persona per volta non poteva entrare in terapia intensiva. Sbirciai attraverso i vetri e vidi una donna probabilmente la moglie ...
... che gli parlava…rapidamente feci dietro front e mi appostai verso l’uscita attendendo che andasse via. Finalmente dopo un’ora la vidi uscire e io mi affrettai a mia volta ad entrare…l’infermiera mi lanciò uno sguardo indagatore ed io prevenni la domanda: “sono un’amica…lo voglio salutare…posso?” Un sorriso malizioso fu la muta risposta… Finalmente riuscii ad arrivare al suo letto…era assopito…ma si risvegliò al tocco della mia mano…sgranò gli occhi come se avesse visto un fantasma. Io mi limitai ad annuire…la commozione mi strozzava le parole…piangevo…mi chinai su di lui e lo baciai sulle labbra con dolcezza e delicatezza… Lui con un braccio mi attirò a se non con molta forza ma con decisione e il bacio divenne profondo passionale con le lingue che s’intrecciavano… “Che bischero che sei”…riuscii finalmente a dire… Lui piangeva silenziosamente… “Ora devo andare…tua moglie è nei paragi…mi basta sapere che stai bene…quando torni a casa chiamami…mi prenderò cura di te…” Passarono dieci giorni nei quali ci scambiammo qualche whats app e poi un giorno sentii squillare il cell e vidi che era lui. “Paolo!! Amore mio!! Dove sei?” “Sono sotto casa tua posso salire?…sei a casa?” “Si… vieni…terzo piano ricordi?” Lo aspettai con la porta aperta ero in vestaglia ma non m’importava degli sguardi dei vicini aspettavo solo lui…e quando sentii il rumore delle porte dell’ascensore gli corsi incontro e lo abbracciai baciandolo con foga…me lo volevo mangiare vivo…lo volevo consumare a costo di ...