1. Il negozio di scarpe ii - parte 1


    Data: 21/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: foxtied

    Dopo la passata esperienza con il titolare del mio negozio di scarpe preferito, a distanza di qualche settimana, decido di tornare per comprare un paio di scarpe estive. Non abbiamo avuto contatti nel lasso di tempo trascorso dall’incontro a casa sua fino ad oggi, così entro nel negozio e mi comporto normalmente.
    
    Scorro le vetrine per trovare qualcosa che mi interessi, cercando di scorgere il titolare che ancora non vedo: mi sento chiamare da dietro e, girandomi, lo vedo entrare in negozio… “Ciao, come stai?” mi dice porgendomi la mano… “Ero a prendere un caffè, sei arrivato da molto?” – “No, sono appena arrivato… stavo dando un’occhiata” – “Trovato qualcosa?” – “No, non ancora…”
    
    Mi invita a seguirlo: “Vieni, ho dei modelli appena arrivati e ancora da mettere in esposizione, poi voglio farti vedere una cosa…” Lo seguo nel retro, fino al magazzino, che noto essere stato modificato e ampliato: “Abbiamo acquisito il locale accanto, così ho fatto ristrutturare il magazzino e ho ricavato un ufficio molto discreto…” In fondo al magazzino, nella parte più esterna, entriamo da una porta su un piccolo corridoio e poi da un’altra porta, che si apre su un bel locale, ampio… moquette blu in terra, una scrivania molto grande, un divano in pelle e accessori vari: molto ben arredato.
    
    “Il mio rifugio” mi dice… “Molto bello, complimenti” – “Dalla scrivania posso controllare tutto il negozio tramite le videocamere, le pareti sono insonorizzate, il divano è anche letto, se dovessi ...
    ... avere necessità di fermarmi la sera, a volte succede” – “Ti sei organizzato bene…”
    
    Mi invita a sedere sul divano: “Accomodati, vado a prendere due o tre modelli da farti provare”. Mi siedo, guardandomi intorno, non avevo dubbi su quanto potesse rendere un negozio del genere, ma questo “ufficio” sprizza lusso ovunque, a partire dal divano stesso. Torna con tre scatole che poggia sulla scrivania, poi chiude la porta e sento nitidamente scattare la serratura.
    
    “Non ci disturberà nessuno… la tua visita è inaspettata, ma estremamente gradita. Non ti sei più fatto vivo, come mai? Il nostro incontro a casa mia non è stato di tuo gradimento?” – “No, anzi… l’esatto contrario, ma sai gli impegni, il lavoro… il tempo passa veloce…” – “Certo, capisco. L’importante è che tu non ti sia trovato non a tuo agio, me ne dispiacerebbe” – “No, no… tranquillo”.
    
    “Togli le scarpe… anzi, sai che sono molto diretto, vero?” – “Direi di sì…” – “Ecco… allora spogliati nudo” – “Qui? Ma scherzi?!” – “Non scherzo, non preoccuparti, nessuno ci disturberà”. Sono titubante, anche se la cosa mi intriga alquanto… “Cosa vuoi fare esattamente?” – “Voglio legarti, imbavagliarti e poi seviziarti un po’… Ma se non te la senti proviamo le scarpe e basta, ci mancherebbe…” – “Sai che la cosa mi eccita, ma qui siamo veramente tranquilli? Non è che entra un tuo dipendente e ci trova me legato e te che me lo ficchi in bocca?” – “Impossibile. Solo io posso aprire la porta…”
    
    Resto abbastanza sorpreso, ma eccitato al ...
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