1. Calabria (4)


    Data: 22/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: crigio

    ... pancia.
    
    “Oh no, vi prego, vi prego! Basta così!”, imploro.
    
    “Basta? Eh? Basta?”, mi provoca il tedesco.
    
    “Sì, sì, basta, per favore!”.
    
    “Non lo so… Io posso continuare così per tutto il tempo che voglio. E tu Enrico?”.
    
    “Oh, anch’io!”, risponde quello stronzetto del mio amore.
    
    “Allora aspettiamo ancora un po’…”, aggiunge Knut.
    
    “Oh no, nooooooooo, noooooooooooooooooooo!!!”. Provo a raggiungere il mio buco con una mano, ma Knut me lo impedisce.
    
    “No no no, troietta! Devi morire di piacere!”.
    
    D’un tratto, tra il caldo e l’enorme eccitazione, perdo i sensi e mi accascio sul corpo di Enrico. Mi risveglia un dolore al petto: Knut mi sta dilaniando un capezzolo.
    
    “Che fai? Ci abbandoni proprio adesso?”, mi stuzzica. “Pensi che sia abbastanza? Eh?”.
    
    “Oh sì… abbastanza…”, ansimo.
    
    “Ok”, e la sua cappella colpisce la bocca del mio stomaco con violenza. Un formicolio mi prende le gambe e le braccia. Le mie mani cercano un appiglio: pianto le unghie nella sabbia e poi nei fianchi di Knut.
    
    “Che stronzo!”, rantolo. “Adesso ti sistemo io!”. Il mio sfintere si contrae rapido e strizza i due cazzoni.
    
    “Tu non sistemi proprio nessuno! Ormai conosciamo i vostri giochetti!”, e con uno strattone tira fuori la sua mazza. Poi Enrico mi solleva un po’ e fa lo stesso. Il mio buco si apre di ...
    ... nuovo. Knut ci precipita ancora dentro e, tenendosi per le mie spalle, mi scopa a più non posso. Quindi, estrae il suo palo, agguanta quello di Enrico e me lo pianta in corpo. Anche il gigantone mi trivella a fondo per poi abbandonarmi. Allora Knut mi penetra con la mano e, trovata la mia prostata, la massaggia rigirando il pugno nelle mie viscere. Il mio cazzo si impenna di colpo e gli occhi di Knut si accendono, mentre si lecca le labbra con lussuria.
    
    Velocemente, estrae la mano, mi infila il cazzone di Enrico, sale sopra di me e si impala sulla mia asta.
    
    “Ah… ah… ah! Però! Uff! Niente male per una puttanella!”, geme mentre mi cavalca.
    
    Io non ne posso davvero più e dopo un minuto esplodo in tutte le direzioni: schizzo nelle viscere di Knut e sbrodolo sulla mazza di Enrico, sbavando e contorcendomi. I miei umori solleticano la verga del gigantone che spara il suo nettare in fondo ai miei intestini. Knut si alza e mi pianta il cazzo in gola, dissetandomi col suo seme e poi costringendomi a ripulirgli sia l’asta della sua sborra, che il buco del culo della mia.
    
    Durante il viaggio di ritorno Fabio non fa che ringraziarci per la bella ed eccitante giornata e complimentarsi con noi per la nostra abilità.
    
    “Teniamoci in contatto: non si sa mai che mi trasferisca al nord per lavoro, un giorno…!”.. 
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