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Al centro dell'attenzione
Data: 24/04/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: JoyChiara
I primi ad arrivare furono loro, la coppia di Manduria da cui era nata l’idea. Li avevamo conosciuti con uno scambio di messaggi su whatsapp, giusto per capire se c’era un’intesa. Chiara e Marika si erano intese subito. Tra loro c’era simpatia e pian piano Chiara iniziò a raccontare della nostra predilezione per i riti di sottomissione e umiliazione. Marika si era un po’ spaventata, ma si era affrettata a dire che non voleva giudicarci. Così era nata l’idea solo di guardarci. Questa era stata suggerita anche da una coppia della nostra stessa città, Foggia. Loro erano molto titubanti. In realtà inizialmente il marito aveva barato e non aveva detto proprio nulla alla moglie. Però nel suo annuncio diceva che lei era molto indecisa e forse era disposta a guardare. La cosa ci aveva eccitato e ci eravamo detti disponibili. La sera io e Chiara avevamo discusso i diversi scenari. Se lei doveva farsi già trovare nuda e con il guinzaglio al collo, a quattro zampe. O se invece prima parlare con un long drink in mano tutti e quattro e poi procedere a denudare solo Chiara e far vedere loro come posso prenderla in ogni orifizio, o sculacciarla. Non se ne fece nulla. Quella coppia si era dileguata, ma dopo il contatto con la coppia salentina si era tornati alla carica. Ed eccoci giunti al primo appuntamento, non senza paure ed emozioni contrastanti. A riceverli loro trovarono solo me. Indossavo un abito scuro, ma sportivo e morbido. Senza cravatta. Li feci accomodare. Lei era molto ...
... elegante e intravidi che aveva un intimo di pizzo e calze autoreggenti. Offrii loro uno Spritz e presto suonarono altri. Chiara aspettava in camera da letto. Avevamo deciso che sarebbe entrata in scena con un Morso che le impedisse di parlare, legato dietro la nuca da una cinghia nera. Non sarebbe stata del tutto nuda. Al contrario. Avrebbe indossato un corsetto da slacciare dietro la schiena e senza bretelle, perché lo si potesse levare senza frontalmente senza dover passare dalla testa o dai piedi. Sotto avrebbe indossato una gonna leggera, con calze autoreggenti e tacchi alti. Al collo aveva invece un collare alto, ghepardato, da cui scendeva sulla schiena un fermapolsi. Riempitasi la sala delle cinque coppie invitate, offerto a tutti da bere, andai a prenderla. Entrai nella stanza da letto e la trovai ancora non pronta. “Sono arrivati tutti?” finse di chiedermi con interesse, augurandosi in realtà che qualcosa fosse andato storto. Finsi anch’io la massima tranquillità e l’aiutai a indossare il morso e il collare con il fermpolsi. Ormai impossibilitata a parlare, le bloccai i polsi dietro. Sentii una certa resistenza quando le presi il braccio per piegarlo e ci guardammo negli occhi. Le sorrisi e la baciai sulla guancia. Poi presi l’altro braccio e dopo averle legato dietro la schiena anche l’altro polso, aprii la porta e la accompagnai tenendola stretta per un gomito. Fu bellissimo vedere i suoi occhi fiammeggiare sui presenti, che rimasero tutti fermi a osservarla ...