1. Esci? Vengo fuori anche io!


    Data: 24/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Simone Turner

    ... riportandoci coi piedi per terra. Allontanammo lentamente le labbra l’uno dall’altro continuando a fissarci. «È stato… interessante.» Dissi. «Già, un po’ strano,» disse lui, e scoppiammo a ridere nello stesso istante. L’autista ci guardò di traverso ma non fece commenti. «Non avevo mai baciato nessuno prima, o nessuna.» Puntualizzò lui. «Nemmeno io,» risposi sinceramente. «È stato bello.» «Si.» Disse posandomi una mano sulla gamba, poco sopra il ginocchio. «Grazie, arrivederci.» Salutammo il tassista che ripartì sgommando senza rispondere. Simone abitava in una villa con un enorme giardino circondata da un basso muretto. L’abitazione si trovava all’interno di un complesso più ampio a cui era possibile accedere solo ai residenti o su invito, quindi non c’erano cancelli né altri sistemi di sicurezza intorno alla casa. In mezzo all’erba del giardino si snodava un sentiero lastricato in pietra che portava fino al portico anteriore illuminato e poi alla porta d’ingresso sottostante. Il resto dell’edificio era immerso in una fitta penombra e potevo scorgerne solo i contorni. All'interno era tutto di diverse tonalità di bianco, i muri, il pavimento e i mobili. Si accedeva direttamente a un ampio salone illuminato a giorno, due enormi divani in pelle candida e uno schermo gigante appeso alla parete in fondo erano gli unici mobili presenti. A vista, sulla destra rispetto all'ingresso, c’era una scala per il piano superiore. «Vuoi qualcosa da bere?» Mi chiese Simone appena entrati in ...
    ... casa. «No, grazie.» Risposi, ero apposto dopo la cena abbondante. «Il bagno?» «Puoi usare quello in camera mia, vieni.» Disse, facendomi strada verso le scale. Ormai ero ufficialmente geloso, passi la villa con giardino e lo schermo gigante ma il bagno in camera era davvero troppo. «I tuoi rapinano banche?» Gli chiesi scherzoso, ma non troppo. «Ah-Ah» Disse stando al gioco. «Più o meno, ne dirigono una.» «Capisco,» dissi solo, senza fare ulteriori commenti in proposito. La sua camera era ancora più spettacolare del resto della casa. Letto matrimoniale, mega schermo, console di ultima generazione e bagno personale, il sogno di ogni ragazzo che si rispetti. Un vero paradiso. E lui al centro di tutto era l’angelo che ci abitava, un angelo che presto sarebbe stato solo mio. Appena entrati in camera Simone mi si avvicinò a meno di un metro. Si sfilò lentamente la maglietta permettendomi di ammirare il suo fisico scolpito, la lanciò sul pavimento e mi sorrise. Poi passò a sbottonare lentamente i pantaloni, non portava biancheria intima. Una soluzione certamente più veloce e pratica della mia. Se li abbassò in un attimo e rimase nudo, di fronte a me, sempre sorridendo. «Stai tranquillo,» mi disse. «È tutto a posto.» Aveva decisamente preso in mano la situazione. I miei occhi non si erano staccati un solo istante dai suoi genitali. Era completamente rasato. Riuscivo a sentire il profumo della sua pelle, era così vicino, ma ero impietrito. Con un movimento dei piedi si liberò delle ...
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