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Maturità, terza ed ultima parte
Data: 27/04/2020, Categorie: Etero Autore: beast
La vidi lasciare la cucina, con quel passo vagamente ancheggiante, il suo meraviglioso fondoschiena, a malapena contenuto nella leggera culotte mi mandava un messaggio subliminale: “seguimi, seguimi...” Mi aveva appena baciato, un bacio tenero e languido nello stesso tempo, io avevo risposto con un bacio molto più intenso, prendendola per la nuca e tirandola verso di me per mangiarla di baci. I nostri corpi si erano schiantati uno contro l’altro come se fossero due metà di uno stesso essere, la mia erezione aveva premuto contro il suo ventre, scavando dentro di lei un solco di desiderio che era culminato con la sua frase, sussurrata nel mio orecchio: “Voglio essere tua…”. Un abisso di lussuria e perdizione mi si era spalancato davanti, un abisso in cui sapevo benissimo che sarei precipitato senza alcuna possibilità di scampo. E così fu. Mi mossi e uscii anche io dalla cucina, attraversai il soggiorno, in cui le altre ragazze dormivano accampate sul divano o sui tappeti. Giulia non era tra loro. Percorsi il corridoio e scostai la porta del bagno, era lì, che mi aspettava al buio. I suoi occhi mandavano bagliori luminescenti, illuminati dai raggi della luna che filtravano attraverso le persiane socchiuse. Entrai e ci allacciammo in un abbraccio denso, le bocche si cercarono e trovarono come se non si fossero ancora staccate da quel primo bacio in cucina Le mie mani, come fossero due serpenti si infilarono sotto la sua leggera canottierina, abbrancando i suoi piccoli seni, i ...
... suoi capezzoli erano piccoli bottoncini sensibili, un lungo sospiro le scivolò dalle labbra. Le sue mani, con quelle dita delicate e fresche si infilarono sotto la mia t-shirt risalendo attraverso il pelo che ricopriva il mio torso, accarezzandomi fino al petto, facendomi accapponare la pelle, poi ridiscesero infilandosi direttamente dentro i pantaloni del pigiama. Mi afferrò il pene delicatamente, iniziò a strizzarlo come per constatarne la consistenza, mmmmmm mugolai, con il polpastrello del pollice spalmò sulla cappella la goccia densa di sperma lubrificante che era uscita a testimonianza della mia eccitazione, mi tirò giù i pantaloni lungo le cosce liberando completamente il cazzo ormai duro, teso e vibrante come una corda di violino. Anche le mie mani lasciarono i suoi capezzoli e con un gesto vagamente violento le tirarono giù la culotte, sfilandogliela dalle lunghe gambe. Potevo chiaramente sentire il dolce profumo della sua eccitazione risalire dal suo pube fino alle mie narici dilatate. Abbrancai i suoi glutei e li strinsi, la sollevai e me la portai in grembo, lei si aggrappò alle mie spalle e appoggiò i piedi sul bordo del lavabo dietro di me. Il mio cazzo strusciava sulla sua figa bagnata e viscida, allargandone le labbra e facendola sospirare. Aveva una figa bellissima, piccola, stretta, rosa pallido, avevo dimenticato com’è la vagina quando non ha ancora subito il trauma di uno o più parti. Lasciai uno dei suoi glutei con la mano per cercare di indirizzare il mio ...