1. Maturità, terza ed ultima parte


    Data: 27/04/2020, Categorie: Etero Autore: beast

    ... membro nella giusta direzione e proprio mentre stavo per trovarla e farlo entrare nella piccola spaccatura la sentii sussultare. Un dubbio mi fece ghiacciare il sangue nelle vene, mi fermai e le domandai in un sussurro: “Sei vergine?” “Certo” rispose lei, “E voglio che sia tu la persona con cui farlo la prima volta” Mi fermai, mi staccai guardandola negli occhi perplesso, mentre il mio pene si smosciava di colpo. Lei comprese che la cosa mi aveva sorpreso e che mi preoccupava, lasciai la presa sul suo sedere e la feci scendere a terra. Giulia mi guardò negli occhi e senza nessun tentennamento mi disse: “Ti voglio, ti voglio dalla prima volta che sono entrata in questa casa e ti ho visto, mi piaci da morire, voglio essere tua e voglio perdere la mia verginità con te, questa notte, la notte prima dell’esame di maturità, sarà bellissimo, sono maggiorenne, per cui non ti devi preoccupare, devi solo lasciarti andare e essere uomo, essere uomo per me”. Sapevo che nonostante tutte le sue parole avrei dovuto lasciar perdere, sarà stata anche maggiorenne ma ero ben consapevole che quello che stavamo per fare era sbagliato. Stavo per provare a dirglielo ma lei mi zittì mettendomi un dito sulla bocca, poi mi guardò e senza dire altro abbassò la testa fino a portarla all’altezza del mio membro ormai mezzo moscio. Solo il fatto che si stesse avvicinando alla mia cappella con la bocca lo fece rinvigorire, senza dire una parola, senza toccarlo con le dita, lo prese tra le labbra e cominciò ...
    ... a succhiarmelo dolcemente, in pochi secondi me lo fece rizzare di nuovo, non so dove avesse imparato ma era proprio brava. Quando si rese conto di averlo riportato in tiro si sollevò, mi baciò e mi disse che dovevamo fare in fretta prima che qualcuno si svegliasse e gli venisse voglia di venire in bagno. Così arrapato come non mai e incapace di discernere il bene dal male mi sedetti sul wc e me la feci accomodare in grembo, prendendola a cavalcioni sopra di me. Giulia si alzò sulla punta dei piedi in modo da poter prendere il mio uccello e indirizzarne la punta contro la vagina, era bagnata e scivolosa per l’eccitazione e in un attimo la mia cappella fu dentro, sentivo il caldo umido della sua carne avvolgere la punta del mio pene, che si tese ancora di più. Lei si fermò un secondo e poi cominciò a scendere facendolo entrare sempre più profondamente. Io non sentii nessun ostacolo, solo una breve resistenza e poi fui dentro quasi per intero, da lei nessun lamento, solo un gemito quasi impercettibile mentre scendeva sul mio palo di carne mordicchiandosi il labbro inferiore. La tenevo con una mano sul sedere e con l’altra le sorreggevo la schiena, lei cominciò a muoversi in su e in giù lungo il mio cazzo facendosi scopare o meglio scopandomi lentamente. Ora la impalavo fino ai testicoli e mi stavo eccitando sempre di più, ad un certo punto mi sollevai in piedi e tenendola appesa a me le diedi tre colpi di reni particolarmente intensi e profondi, facendola gemere, poi mi spostai ...