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Il fidanzato di mia sorella 28
Data: 29/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FRANK_1987
... stesso “O sapevo ca eri nu’ recchione. Trase (Lo sapevo che eri un ricchione. Entra)”, mi invita nella sua stanza Entro nella tana del lupo che chiude la porta alle mie spalle e si avvicina ad un divanetto sedendosi a gambe aperte sistemandomi il pacco abbondante e poi poggiando le braccia aperte sullo schienale. Ha un fisico leggermente muscoloso che posso notare tramite la sua canottiera aderente. Nonostante indossi l’intimo, porta ancora le scarpe da tennis che aveva mentre di sotto nel salone si festeggiava il suo compleanno. “Cchi bo fa? M’assimigghij nu palu. ‘Nginocchiate (Che vuoi fare? Mi sembri un palo. Inginocchiati)”, mi ordina poggiando il suo piede destro sopra quello sinistro Capisco che questa sera forse non ne uscirò vivo e che il mio giovane master vuole che gli lecchi i piedi. Mi inginocchio prendendo il piede sinistro cercando di togliergli la scarpa ma invece mi ordina di iniziare a leccargli la sua calzatura. Abbasso la testa sopra la scarpa e inizio a leccarla prima dai lati e poi in prossimità delle dita sempre più freneticamente passando anche alla scarpa che contiene il suo piede destro. Mentre lecco questo piede, Gennaro si toglie la scarpa sinistra e me la fa annusare. E’ la scarpa che ha indossato per tutta la serata da quando e’ arrivato al ristorante quindi vi lascio immaginare l’odore che emana ma io, preso dall’eccitazione, non faccio caso a questo perché grazie agli ormoni rilasciati dal mio corpo, quella puzza mi piace, mi ...
... attizza. Gennaro si toglie anche la scarpa destra e fa la stessa cosa che ha fatto con la sinistra, poi la getta a terra e mi ordina di massaggiargli i piedi ancora avvolti dai calzini bianchi. Io, non essendo un massaggiatore professionista, improvviso un trattamento che lo fa distendere rilassandosi ancora di più sul divanetto e poi mi ficco in bocca ancora i piedi avvolti nei calzini giallognoli. Mi sto comportando così da quando Marco, il cliente del ristorante, mi ha trattato come uno slave ma questo mi piace e mi piace anche quello che sto facendo. Gennaro si alza all’improvviso come una belva spingendomi a terra, si toglie i calzini e mi mette i piedi in faccia uno per volta. Mi ordina di leccarglieli e di fare la stessa cosa con le dita ma io invece di limitarmi soltanto ai suoi ordini, prendo l’iniziativa e me li ficco in bocca succhiandoli per poi prendere i suoi arti dalla caviglia e passarmi le piante dei piedi su tutta la faccia e soprattutto sul mio organo gustativo. “Si propriu nu luerdu ne’ (Sei proprio uno sporcaccione)”, mi dice “Sono tutto quello che vuoi, padrone”, mi sottomesso “T’aggia futte u culu ja (Devo scoparti il culo, dai)”, mi fa alzare inginocchiandomi davanti al suo pacco dal quale esce un cazzo di 20cm già bello duro Mi prende la bocca per le guance facendomela aprire e la occupa con il suo maestoso bastone partenopeo. Ho le labbra intorno al cazzo di un giovanissimo uomo che sembra più grande della sua età forse perché tutti i ragazzi ...